Cunico è già  leader: “Con l’Altovicentino ce la giocheremo fino in fondo”

Cunico è già  leader: “Con l’Altovicentino ce la giocheremo fino in fondo”

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Un gol complice la deviazione del portiere con la Castellana e un altro sigillo di pregevole fattura con la Virtus Vecomp. Marco Cunico ha già preso per mano il Padova rivelandosi decisivo nei primi due successi in Coppa Italia all’Euganeo. «Segnare fa sempre piacere. È una soluzione che avevamo provato in settimana: quando ho visto Ilari che veniva dentro al campo palla al piede ho capito che se avessi fatto il taglio mi sarebbe arrivata, ho controllato la sfera con il sinistro e con il destro ho calciato in diagonale cercando di anticipare l’uscita del portiere». Domenica è cambiata anche la sua posizione in campo: regista davanti alla difesa con i mantovani, trequartista alle spalle di Ferretti con i veronesi. «Io sono un trequartista, lo sono sempre stato e continuerò a esserlo. Ciò non significa che non possa giocare in altri ruoli. Se sarò impiegato ancora davanti alla difesa, l’importante è interpretare il ruolo in maniera giusta. Di sicuro in quella posizione sono cerebralmente più impegnato, nel senso che devo stare più attento in partita. Giocare trequartista mi viene invece naturale ed è più istintivo. Fondamentale è comunque essere dentro a questo progetto». A distanza di una settimana il Padova ha fatto registrare passi in avanti sul piano della qualità e dell’organizzazione. «Abbiamo provato qualcosa di diverso e la squadra ha reagito bene. Ci tenevano molto a vincere e l’avere fatto un ulteriore passo avanti fa bene sperare per il campionato. C’è comunque ancora molto da lavorare, e abbiamo il tempo per farlo. Attualmente siamo al 50 per cento, ci sono aspetti da migliorare come il possesso palla, la velocità nei passaggi, la condizione fisica. Ma la cosa più positiva fatta vedere finora dal gruppo è stata quella di andare in campo sempre con la voglia di vincere e andare avanti sulle ali dell’entusiasmo». A livello personale è soddisfatto? «Anch’io devo migliorare molto. Per qualunque giocatore la condizione atletica è fondamentale per poterti esprimere nel migliore dei modi, e in questo momento mi sento al 50-60 per cento». Il campionato è alle porte. Cosa si sente di dire ai tifosi che non conoscono ancora bene la serie D? «La qualità delle partite è diversa da quelle che erano abituati a vedere l’anno scorso perché ci sono alcune categorie di differenza». «Però anche la D è difficile dato che vince solo una squadra e i play off non hanno la stessa valenza dei campionati professionistici. E quando gli avversari incontrano un avversario di blasone come il Padova, per loro è la partita dell’anno e vogliono fare bella figura. Quindi non sarà facile». Sulla carta Altovicentino (ex Marano), sua squadra un anno fa, e Padova sembrano le favorite. Sarà una corsa a due? «Mi andrebbe bene, significa che ce la giochiamo fino in fondo. L’Altovicentino è una società strutturata che ha avuto modo di programmare la stagione per tempo e sarà senz’altro protagonista, poi non so se sarà un testa a testa a due o se ci sarà la sorpresa di turno. Sono però convinto che anche il Padova ci sarà». Tornando a lei, cosa significa essere il capitano dei biancoscudati. «Fa piacere e mi responsabilizza ulteriormente anche nell’essere un esempio per i più giovani. Ma ci sono molti altri compagni che potrebbero essere capitano. Il gruppo si sta cementando molto bene». Si trasferirà con la famiglia a Padova? «Abito a Thiene e faccio avanti e indietro. Sono solo 40 minuti di strada. In inverno magari quando abbiamo allenamento al mattino mi fermerò la sera prima».

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