Cunico: “L’Altovicentino? Sono forti e hanno un presidente che capisce di calcio. Ma noi siamo il Padova…”

Cunico: “L’Altovicentino? Sono forti e hanno un presidente che capisce di calcio. Ma noi siamo il Padova…”

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C’è un pensiero fisso che gira nella testa dei giocatori biancoscudati da una settimana a questa parte: “Diventare come loro”. Loro sono gli eroi della promozione del ’94, che a 20 anni di distanza hanno celebrato con un bagno di folla quel trionfo storico. Certo, non sarebbe la stessa cosa vincere il campionato di D, questo è chiaro. Ma a loro modo anche i ragazzi di Parlato sanno di avere davanti un’opportunità storica. E hanno capito quale sapore speciale avrebbe regalare una gioia così ad una piazza come quella padovana: «Sono emozioni che rimangono dentro per sempre», confessa il capitano Marco Cunico, intervenuto ieri pomeriggio al Macron Store. «Gli anni passano, ma i giocatori che hanno partecipato a certe promozioni vengono ricordati per sempre. Io ho vinto qualche campionato, ed è qualcosa che ti porti dentro tutta la vita. Noi ora non dobbiamo pensare troppo avanti, ma andremo in campo per vincere tutte le partite. E il sogno è quello di essere accolti come i ragazzi del ’94».

Come se non bastasse, Cunico ha anche uno stimolo in più: l’avversario più accreditato alla promozione, oltre al Padova, è l’Altovicentino. La stessa squadra che lo ha sedotto, e abbandonato, 12 mesi fa. «Per certi versi è stato l’anno peggiore della mia carriera. Ero sceso di due categorie, il presidente mi ha corteggiato, ma poi dal punto di vista tecnico non sono stato apprezzato. Quando ho ricevuto la chiamata del Padova, ho subito pensato fosse la situazione ideale per buttarsi tutto alle spalle». L’Altovicentino fa paura? «Sono forti, hanno un presidente importante, che capisce di calcio e tiene molto a far bene. Ma ci siamo anche noi, e rispetto a loro abbiamo il vantaggio di chiamarci Padova».

Quanto vale questo vantaggio? «Il valore è nel pubblico, che si è calato subito in questa realtà. I tifosi hanno capito la situazione in cui siamo, ci perdonano certi errori di categoria e non mugugnano. Questo è il nostro fattore in più». Arrivare a Padova a 36 anni, per lei, cosa rappresenta? «Sono stato vicino un paio di volte al Padova in passato, ma ho fatto alcune scelte che mi hanno precluso piazze importanti. Ho agito di petto e non ho rimpianti. Arrivare qui a 36 anni rappresenta stimolo e adrenalina». Al Macron Store, oltre a Cunico, c’erano il compagno Segato, mister Parlato, il ds De Poli, Edoardo Bonetto e il presidente Bergamin, che ha sancito assieme al direttore commerciale di Macron, Stefano Mazzardo, l’accordo triennale.

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