Dal Canto, Foschi e il mercato: parla Ivone De Franceschi

Dal Canto, Foschi e il mercato: parla Ivone De Franceschi

Finita la stagione, per il Padova scatta il “rompete le righe”. Non per tutti, non per gli uomini mercato come Ivone De Franceschi che, proprio in questo periodo, entreranno nel vivo del proprio lavoro. Lo abbiamo sentito, ci ha parlato del campionato appena finito, di Foschi, e dei possibili scenari futuri.

Ivone, un voto alla stagione…

Non può che essere un voto alto, dò 9 solo perchè non siamo andati in serie A. Abbiamo disputato una stagione ottima, anche perchè siamo riusciti a centrare l’obiettvo della valorizzazione di alcuni giocatori, come Legati di cui deteniamo la metà del cartellino, Drame, El Shaarawy con i bonus legati al suo utilizzo e poi, perchè no… Dal Canto, che ha dimostrato di essere il valore aggiunto. Poi consideriamo che dopo gli infortuni, quindi per causa di forza maggiore, abbiamo dovuto sostituire alcuni giocatori, abbiamo preso De Paula e Ardemagni, anche loro si sono rivelati determinanti nello sprint finale.

L’anno scorso eri direttore sportivo, quest’anno il braccio destro di Rino Foschi… com’è stato il passaggio?

La passata stagione siamo arrivati ai play-out quindi accetto anche le critiche legate all’inesperienza per il ruolo che coprivo, però non è stato tutto da buttare, tanto che l’ossatura della squadra che quest’anno è arrivata in finale play-off era la stessa dell’anno scorso. Mi hanno fatto male alcune considerazioni, secondo me, troppo pesanti nei miei confronti. Rino quando è arrivato mi ha voluto al suo fianco, ma ho dovuto conquistare sul campo la sua fiducia perchè non mi conosceva così bene. Si è creato con il tempo un ottimo rapporto, ho imparato da lui tante cose. Il suo punto di forza? La capacità di creare dal nulla operazioni di mercato anche complicate, sa inventarsi certi scambi e certe trattative che sembrano impensabili. Da questo punto di vista ha una marcia in più

Si dice che non sia facile lavorare con Rino Foschi…

Non è una persona semplice, questo lo metto subito in chiaro. E’ molto attaccato al suo lavoro. Se lo conosci a fondo lo apprezzi, altrimenti ti fa indispettire. Come dice lui “quando sgasa tremano i muri”, dall’esterno a volte può sembrare un pazzo. In realtà è una persona buona.

Che idea ti sei fatto sulla sua possibile partenza da Padova?

Ero proprio con lui poco fa (a pranzo, ndr), e ancora non ha deciso. Non mi sbilancio con percentuali perchè è una decisione sua personale, io posso solo dire che mi auguro che rimanga a Padova perchè conosco molto bene la piazza e penso che lui sia la persona ideale per stare qui. Ma penso che alla fine rimarrà.

Ci spieghi una volta per tutte come è andata con Dal Canto?

Vi spiego la versione, spero, definitiva. Vorrei davvero che ci fosse chiarezza su questo punto perchè è uno dei motivi che ha fatto star male Foschi. Dopo l’esonero di Calori, Rino ha fatto un paio di telefonate esplorative con altri allenatori, dopodichè gli ho detto che a mio parere dovevamo prendere in considerazione anche l’allenatore della primavera, Dal Canto. Rino ha voluto conoscerlo bene, ci ha parlato e lo ha seguito per un paio di giorni in allenamento, studiandolo da vicino. E’ rimasto entusiasta del suo modo di lavorare e un giorno, all’allenamento, proprio davanti a me ha chiamato Cestaro dicendogli: “Presidente, abbiamo trovato il medico del momento”. Adesso è il nostro mister, e dopo che ci sarà l’ufficialità della sua ammissione a Coverciano, una formalità, ci sarà anche l’annuncio ufficiale.

Ti senti pronto per tornare a fare il direttore sportivo?

La mia ambizione è quella di fare questo mestiere, Foschi lo sa e anche ieri ha voluto gratificarmi trascinandomi con la forza dal balcone del Pedrocchi per presentarmi al pubblico. Sa che ho dato il 100% per il Padova, e se dovesse rimanere invariata questa situazione, ovvero continuare a lavorare al suo fianco qui, non avrei dubbi sul fatto di rimanere anche di fronte ad altre offerte. Diversamente valuterei un po’ alcune situazioni.

C’ è qualche offerta?

Per adesso solo qualche chiaccherata con procuratori, niente di più.

Avete costruito una grande squadra, adesso bisognerà risolvere alcune situazioni particolari. Vantaggiato, per esempio, che hai portato tu a Padova.

Dobbiamo risolvere la comproprietà, facendo un’offerta. Certo in questo caso non c’è solo una valutazione tecnica da fare, bisogna tenere conto anche dei fatti extra calcistici, come la lite con il presidente e quanto possa tornare utile nel 4-3-3 di Dal Canto.

El Shaarawy è vicino al Milan…

E’ un ’92 che se rispetta la tabella di marcia diventerà un grandissimo. Finirà a giocare in una grande squadra, molto presto.

Avete già individuato qualche rinforzo per il prossimo anno?

Per adesso non abbiamo ancora chiuso niente, eravamo troppo concentrati sull’obiettivo. Abbiamo molte relazioni su giocatori interessanti, abbiamo fatto delle valutazioni su alcuni nomi che abbiamo osservato da vicino con Chicco (Crovari, ndr). Quest’anno, e questo è un altro merito di Foschi, abbiamo allargato la cerchia delle osservazioni: siamo stati in Spagna, Austria, Svezia, Danimarca, oltre che ovviamente in Italia, sui campi della Lega Pro e della seride D.

Qualche novità per l’anno prossimo?

Si punterà molto sulla Primavera, abbiamo già lavorato quest’anno in prospettiva, presto chiuderemo per 3 giocatori importanti, un difensore centrale, un esterno e un attaccante. L’anno prossimo avremo la possibilità di partecipare al Torneo di Viareggio. Dramè sarà invece aggregato alla prima squadra, tornerà Mbakogu che potrebbe rimanere in prima squadra o tornare in prestito.

 

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