Dal Canto-Italiano, idillio finito

Dal Canto-Italiano, idillio finito

C’è un filo conduttore comune che lega il Padova alla Juventus, ed è la storia dei due capitani. La vecchia bandiera, amata e osannata dai tifosi, vive senza certezze del proprio futuro calcistico, con una scadenza di contratto e una carriera agli sgoccioli. Eppure, senza fare polemiche, hanno accettato qualsiasi decisione in attesa di tornare ad essere protagonisti.

ALTERNANZA. In questa stagione il regista del Padova è partito giocando con il contagocce; Milanetto sembrava essere titolare indiscusso, fino ad un alternanza quasi scientifica che ha portato i due a spartirsi le redini del centrocampo nel girone d’andata. A quel punto, siamo a gennaio inoltrato, sembrava essersi spianata la strada per Italiano. Milanetto veniva scaricato apertamente dalla società, che si dichiarava pronta a venderlo in quanto l’esperimento di far coesistere i due non si era rivelato «particolarmente riuscito». Parola di Foschi. Al quale il presidente Cestaro aveva chiesto di cederlo. Invece l’ex genoano rimane, torna a disposizione del tecnico che nel frattempo ha sperimentato il nuovo arrivato Bentivoglio come regista basso. Il dualismo si triplica, il capitano assaggia la tribuna per la prima volta a Modena quindi torna in campo con Brescia e Varese. Ma nel derby resta ancora fuori, fino alla tribuna di sabato contro il Crotone. Il muso lungo, la sconfitta, le polemiche. E come accaduto nella scorsa stagione, i tifosi sono tornati ad invocare a gran voce Italiano.

DAL CANTO. Strano scherzo del destino quello di venerdì. Il Padova va a Livorno contro l’avversario che la scorsa stagione sancì il punto più alto d’empatia fra mister Dal Canto, Italiano e il pubblico biancoscudato, con quell’abbraccio dopo il rigore della vittoria tra mister e un capitano simbolo della grande cavalcata. Adesso la situazione sembra essersi capovolta, soprattutto nel feeling tra tecnico e tifosi. E il rapporto col regista com’è? Dal Canto in tv ha fatto capire di non potersi permettere favoritismi: «Se ho spiegato le mie scelte a Italiano? Non amo parlare con i giocatori e come da calciatore non mi piaceva che un tecnico venisse a spiegarmi i motivi per cui mi lasciava fuori così cerco di comportarmi con i ragazzi. Certo, se qualcuno mi chiede spiegazioni ha tutto il diritto di farlo e io glie ne parlo. Ma se devo dar spiegazioni a qualcuno poi si corre il rischio di dire inesattezze e io cerco di avere un rapporto trasparente. Se uno deve sentirsi dire che preferisco un altro può fare a meno di venire. So che Milanetto e Italiano possono essere scontenti ma io le valutazioni le devo fare per vincere».

SOCIETA’. Sembra addensarsi qualche nube nel rapporto tra Italiano e la società. Nelle ultime sessioni di mercato il regista è stato spesso chiacchierato, anche se lo stesso Foschi non ha mai negato di aver avuto in ballo a dicembre del 2011 una trattativa per portarlo a Parm. Tre mesi fa, poi, l’arrivo di Bacinovic è sfumato solo per i problemi di salute dello sloveno. Insomma Italiano non è mai stato un intoccabile, tutt’altro, mentre il rinnovo del contratto sembra ancora in alto mare. Il regista ha un sogno: portare il Padova in A, chiudere la carriera e iniziarne una nuova d’allenatore nel settore giovanile biancoscudato. Ma il rischio che la sua avventura si chiuda a giugno è concreto.

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