Derby, dove eravamo rimasti…

Derby, dove eravamo rimasti…

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E’ una partita che fa sempre storia a sè quella tra Padova e Cittadella. E’ un derby, e già nella definizione di derby è presente il tratto semantico dell’imprevedibilità, poichè entrano in gioco elementi extracalcistici, motivazioni particolari e specifiche che vanno oltre la condizione fisica o il buon momento che possono attraversare le due squadre. Ma è anche un derby falsamente sottovalutato, da una parte e dall’altra. Dal punto di vista dei padovani qualcosa è cambiato negli ultimi anni, se i primi confronti con i cugini (fine anni ’90) erano visti con simpatia e curiosità (la provincia che conosce le luci della ribalta e sfida eroicamente la città), negli ultimi tempi il vento è decisamente cambiato. I tifosi biancoscudati hanno dovuto via via prendere atto delle grandi capacità manageriali e organizzative della dirigenza granata, capace di ripartire dopo la prima retrocessione dalla B costruendo una squadra competitiva con risorse limitate. L’escalation di successi (i play-off vinti con la Cremonese, la salvezza con Meggiorini e Iori, gli spareggi per la serie A nella scorsa stagione) ha proiettato il piccolo centro dell’Alta Padovana nel calcio importante, il sorpasso è avvenuto: è il Cittadella a rappresentare il calcio cittadino in giro per l’Italia. Altro che simpatia e curiosità, altro che derby snobbato: per i padovani oggi sfidare i cugini granata è l’occasione per ripristinare le antiche gerarchie. Sotto le mura le cose non cambiano, il tifoso cittadellese, pur negli ultimi anni abituato a guardare dall’alto i biancoscudati, è afflitto da un perenne complesso di inferiorità. Per quanto spesso si senta dire da quelle parti che il Padova non spaventa più, il derby è sempre molto sentito. Anche a livello di dirigenza qualcosa è cambiato, dopo la morte del cav. Angelo Gabrielli, i rapporti tra Calcio Padova e AS Cittadella si sono leggermente incrinati. Pensiamo alla querelle per l’affitto dello stadio (alla fine il Citta migrò al “Tenni”), alla discussione sul rincaro dei biglietti per il derby dell’anno scorso, alla lite in diretta tv a Padova Sport tra Barbara Carron e Stefano Marchetti. Per carità niente di serio, ma è un sintomo dell’importanza che ha assunto questa sfida negli anni.

Bilancio. Ad oggi il bilancio tra Padova e Cittadella vede in vantaggio i granata. Su 21 partite giocate tra campionato e coppe, il Cittadella ha vinto 6 volte, 10 i pareggi e 5 le vittorie del Padova. Massimo equilibrio anche nel computo delle reti segnate: 27 pari. La vittoria più netta del Padova risale alla stagione ’99-2000, finì 4-0. Quella del Cittadella invece nel 2004-05 (2-0 al Tombolato) e in Coppa Italia lo scorso anno, con lo stesso risultato. Il record di presenze all’Euganeo per il derby è dell’anno scorso: 8.475 spettatori hanno assistito al 2-2, nella gara di ritorno.

Quest’anno. Questo primo scorcio di campionato racconta di un Padova in grande forma e di un Cittadella in palese difficoltà. Eravamo rimasti con il pareggio di 2-2 con reti di Vantaggiato e Di Nardo (ancora presenti nel Padova) e Pesoli e Iunco per il Cittadella (partiti entrambi, insieme agli altri big). Al timone dei granata c’è comunque sempre Foscarini: nella foto stringe la mano a Di Costanzo, uno dei tanti colleghi affrontati nel derby padovano. Addosso la felpa di Padova Sport con la data del 2 aprile: in quella puntata della trasmissione uno dei due disse: “Sono sicuro che ci incotreremo ancora tante volte nel derby….”. Le ultime parole famose. Foscarini in ogni caso è noto per essere un grande motivatore, c’è da aspettarsi una prestazione di carattere lunedì sera, nonostante la squadra sia in crisi di risultati. Il Cittadella appare indebolito rispetto all’anno scorso, le tante partenze hanno smantellato il gruppo straordinario che si era creato nell’ultima stagione. Probabile l’utilizzo del 4-3-1-2 con Bellazzini (vera delusione fin qui) dietro le punte Piovaccari e Nassi (un ex, insieme al difensore Gasparetto). Stesso modulo che utilizzerà Calori, che potrebbe puntare nuovamente su Vicente in cabina di regia.

Forse non tutti sanno che… Ci sono alcuni episodi curiosi legati al derby, uno su tutti (in realtà più tragico che curioso): lo stadio di Cittadella è intitolato al portiere Piercesare Tombolato morto durante un derby con il Padova nel ’57 (il referto medico: peritonite biliare in seguito ad uno scontro di gioco).

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