ESCLUSIVA, Ceniti (Gazzetta): “Vi spiego perchè ho parlato di Foschi nell’articolo. Il Padova? Ecco cosa rischia…”

ESCLUSIVA, Ceniti (Gazzetta): “Vi spiego perchè ho parlato di Foschi nell’articolo. Il Padova? Ecco cosa rischia…”

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I tifosi del Padova hanno tirato un sospiro di sollievo dopo il primo interrogatorio di Doni, venerdì scorso. L’ormai ex capitano dell’Atalanta nelle due ore di interrogatorio ha detto di non essere mai stato a conoscenza dell’eventuale combine tra la sua società e quella biancoscudata. Ma passate la feste si tornerà a parlare molto di Padova-Atalanta, con un nuovo interrogatorio a Doni da parte questa volta del Pm Di Martino, motivo per cui abbiamo sentito in esclusiva il giornalista della Gazzetta dello Sport che si sta occupando in prima linea della vicenda scommesse, Francesco Ceniti.

Partiamo dalle dichiarazioni del Gip Salvini che ha fatto intendere di avere “ulteriori prove” sulla partita Padova-Atalanta

Per scrivere nell’ordinanza che esiste un accordo tra le due società, come è stato scritto, significa che qualche riscontro gli inquirenti ce l’hanno ma ancora non vogliono svelarlo. Semplicemente il Giudice non crede a quel che ha detto Doni su Padova-Atalanta, ovvero che non vi è stata combine, si stanno quindi cercando ulteriori riscontri per ampliare e confermare quanto scritto nell’ordinanza.

Ma cosa rischia, in concreto, il Padova?

Se, come scrive l’ordinanza, il pareggio è stato concordato tra le società il Padova rischia la retrocessione. Anche ovviamente se l’accordo è stato fatto per reciproco interesse di classifica e non per questioni legate alle scommesse. E’ sempre un reato penale, si tratta di frode sportiva. Lo fanno in tanti? E’ come quando corri con l’auto, se ti beccano ti fanno la multa altrimenti no. Da un risultato accordato si fa presto poi a passare alle scommesse…

Cioè?

Mettiamo che Padova e Atalanta fossero d’accordo per il pareggio… qualcuno può aver venduto l’informazione a degli scommettitori, che a loro volta hanno fatto lo stesso. E come una macchia d’olio che si allarga, si arriva ai 20 e passa milioni di euro scommessi in Asia.

Finora nell’inchiesta non sono usciti nomi di tesserati del Padova. In un tuo recente articolo sulla Gazzetta c’è però il nome di Foschi. Il ds e i tifosi biancoscudati sono molto arrabbiati…

E’ stata una ricostruzione giornalistica. Si parla di accordo tra le società e allora ci siamo chiesti: perchè si parla di accordo? Chi stanno cercando nel Padova? Chi potrebbe allora essere il dirigente in questione? Noi abbiamo solo riportato dei fatti senza accusare nessuno e cioè che esiste una certa vicinanza tra Foschi e il capo degli osservatori dell’Atalanta, Corti, che era suo uomo di fiducia a Palermo. Foschi poi era in procinto di passare all’Atalanta, lo ricorderete, ma tutto saltò una volta scoppiato lo scandalo delle scommesse. Sono ipotesi, congetture, non abbiamo niente contro Foschi. Se poi qualcuno si arrabbia amen. Abbiamo ricevuto le stesse lamentele in estate qaundo uscì sul giornale il nome di Doni, e poi avete visto come è finita.

Che idea ti sei fatto di questa vicenda, sono realmente coinvolti “quattro sfigati” o la questione è ben più seria e radicata?

Ci sono relazioni tra bande a livello internazionale, gente che si presentava con 200.000 euro in contanti, altro che quattro sfigati… Non vanno sottovalutati, sono pericolosi più che sfigati. A novembre continuavano ad andare in giro a offrire soldi ai giocatori nonostante ci fosse l’inchiesta in corso. Questi si mangiano il calcio, non dobbiamo chiamarli sfigati. La reazione dev’essere durissima verso queste persone.

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