Fanno discutere le parole di Penocchio, rottura completa con la piazza?

Fanno discutere le parole di Penocchio, rottura completa con la piazza?

Riportiamo alcuni stralci dell’editoriale de Il Mattino a firma Stefano Edel. Lo spunto sono le parole di ieri di Diego Penocchio, durante la lunga conferenza stampa rilasciata dal Bristol Buja di Abano. Una conferenza stampa che, probabilmente, segna in modo ancora più netto la distanza tra il presidente e la piazza.

E meno male che, per prassi, non parla a caldo, subito dopo le partite… Chi? Diamine, ma Diego Penocchio, l’illuminato imprenditore bresciano che sta trascinando il Calcio Padova all’inferno della Lega Pro. Cinque stagioni in serie B, dopo le lunghe tribolazioni in terza serie, con l’illusione, ad un certo punto, di poter tornare in A, illusione naufragata nella maledetta finale playoff di Novara del giugno 2011, stanno per essere cancellate da una gestione disastrosa, dove presunzione e arroganza hanno contrassegnato la quotidianità da luglio ad oggi. Sorvoliamo sullo stile – ognuno vede e può giudicare da solo – e rimaniamo ancorati ai fatti. Tre allenatori in panchina in poco più di sette mesi di campionato, due direttori sportivi (poi ridottisi ad uno, e tutto in famiglia ovviamente), una quarantina di giocatori utilizzata in 30 partite. Se uno da fuori valutasse senza condizionamenti il tourbillon biancoscudato, si porrebbe inevitabilmente una serie di domande pertinenti: ma questi sono impazziti? Qual è la logica che li ispira, dopo due sessioni di “mercato” in cui hanno fatto e disfatto a loro piacimento? […] Il gioco dello scaricabarile, caro presidente, è una costante quando si vogliono nascondere le proprie magagne. E questo del Padova è un fallimento annunciato su larga scala: da quando ci si è insediati nella stanza dei bottoni i danni che ne sono scaturiti sono stati costanti, settimana dopo settimana, mese dopo mese. Adesso ci mancava pure l’uscita sul background e il curriculum sportivo per chiudere il cerchio e sancire la rottura completa con l’ambiente! Da Penocchio non si possono accettare lezioni, semplicemente perché non ha titolo per impartirne. Fossimo in lui, ci preoccuperemmo di una sola cosa: come uscirne con il minor danno possibile a fine maggio. Sbagliare così è inaccettabile, perché si offende la passione di migliaia e migliaia di tifosi. 

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