Foschi e Carron, una storia di amore e odio

Foschi e Carron, una storia di amore e odio

Qualcuno dopo il pesante sfogo di Rino Foschi nei confronti di Barbara Carron si sarà chiesto cosa avrà mai combinato Lady B per fare arrabbiare in questo modo il ds. La vicepresidente del Padova, così affascinante e garbata nei modi, può nascondere un lato oscuro, sconosciuto ai più? Lo escludiamo, più facile pensare a due modi opposti di intendere il calcio. Il ds non tollera invasioni di ruolo, e, quando capita, complice il carattere impulsivo e irascibile, va su tutte le furie. Figurarsi se a farlo è una donna, che nell’immaginario di un dirigente vecchio stampo qual è Rino, meno ha a che fare con il pallone meglio è. Il rapporto tra i due inizia in estate (non si conoscevano prima), tutto lascia presagire a un rapporto idilliaco: Barbara nelle prime uscite della squadra siede spesso in tribuna a fianco del ds, chiede, s’informa, ascolta anche i discorsi più tecnici. In una di queste occasioni dichiara: “Da Rino c’è molto da imparare, è piacevole ascoltarlo”. Va detto che la bionda vice non è proprio digiuna in fatto di calcio, come è noto la sua famiglia è vicina da anni al mondo del pallone, vantando diverse sponsorizzazioni e partecipazioni societarie (Giorgione alle origini, poi Treviso, Bassano), che l’hanno portata con il tempo a consolidare amicizie importanti nell’imprenditoria legata al calcio e con numerosi addetti ai lavori, dall’interista Beppe Baresi, all’allenatore Mandorlini, dalla famiglia Semeraro di Lecce ai Rosso di Bassano. Conosciuta e apprezzata non solo per l’avvenenza fisica, ma anche per una certa competenza in materia, Barbara non ha mai nascosto la volontà di partecipare attivamente alla vita della società, anche prendendo parte alle decisioni più importanti (scelta dell’allenatore, dei dirigenti o di giocatori). Nelle fasi cruciali, quando c’è da indviduare un nome nuovo, in diverse occasioni è proprio lei a sondare il terreno per prima (successe per esempio con il dg Zanzi o con gli allenatori Giannini e Cosmi), con il placet di Cestaro. Di questo Foschi non ne è a conoscenza, comincia via via a conoscere meglio Barbara nel corso della stagione e si rende conto che la vice non è solo una bella presenza all’interno della società. Lady B, per esempio, vorebbe tanto sedersi in panchina. Il no di Foschi è categorico. Poi, nel momento di maggiore difficoltà della squadra, quando arriva il momento di esonerare Calori, il rapporto tra Barbara e Rino si deteriora sensibilmente. La foto che riportiamo qui sotto immortala l’ultimo dialogo tra i due, nella fatidica notte di Cittadella.

Cestaro quella sera lascia lo stadio infuriato, rimangono solo Foschi e la Carron. Parlano, si confrontano poi succede qualcosa. C’è chi propende per una soluzione, chi per un’altra. Foschi si innervosisce, vorrebbe avere ampia libertà nella scelta. Nei giorni seguenti, dopo la nomina di Dal Canto, esce il famoso articolo di Barsotti che, a detta di Foschi, sarebbe montato ad arte per colpirlo. Sempre secondo il ds, dettato dalla vicepresidente. Non ci sono elementi ulteriori per verificare questa versione, i diretti interessati (Barsotti e Carron) negano. Foschi parla subito con Cestaro della situazione, spiega al presidente che non gradisce certi atteggiamenti di Barbara, il Cavaliere non prende sul serio la questione ed è sicuro che tutto si possa risolvere con una cena tra i due. Non è così. La tensione sale e, goccia dopo goccia, il vaso trabocca dopo il secondo articolo del Mattino che sottolinea come la scelta di Dal Canto (che intanto continua a vincere) non vada attribuita a Foschi. Rino esplode, minaccia di lasciare e torna a parlare con il presidente. Cestaro capisce che la situazione non va presa sotto gamba e così decide di partecipare alla trasmissione di Telenuovo, difendendo il suo ds a spada tratta. Il resto è storia, Foschi aspetta la fine del campionato per esternare tutto il suo disappunto. Poi ieri sera il brindisi posticcio Carron-Foschi. La parola fine può metterla solo Cestaro. Il patron ha deciso di respirare per qualche giorno… la storia continua.

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