I tifosi ci scrivono: ipotesi Bergamin-Chesi, le nostre risposte

I tifosi ci scrivono: ipotesi Bergamin-Chesi, le nostre risposte

Ci state scrivendo in tanti in questi giorni, vista e considerata la particolare situazione che stiamo vivendo. Nella nostra consueta rubrica dedicata ai vostri messaggi, parliamo oggi dell’ipotesi Bergamin-Chesi, rispondendo così a quanti ci hanno chiesto lumi a tal proposito. Come noto, tra le varie opzioni per ripartire (oltre al Calcio Padova 1910 in serie D, da noi auspicata, e alla “fusione” con il San Paolo) c’è anche quella di una newco, ipotesi sostenuta e caldeggiata anche da parte della stampa padovana. In queste ore il sindaco Massimo Bitonci è molto attivo su questo fronte: sta ricevendo telefonate, autocandidature e richieste di incontri da parte di diversi imprenditori, anche di altre regioni. Tra le varie possibilità c’è quella, già confermata dal diretto interessato, di una società nuova di zecca con a capo Giuseppe Bergamin e con possibile socio (al momento si tratta solo di indiscrezioni) Francesco Chesi. Concentriamoci per adesso su questa ipotesi.

Lo sforzo di Bergamin è sicuramente apprezzabile ma è giusto sottolineare anche gli aspetti negativi di questa ipotesi, visto che, arrivati a questo punto, non ci si può permettere di affidare le sorti della squadra della città a persone sbagliate o comunque non idonee a ricoprire il ruolo di presidente.

Bergamin. Giuseppe Bergamin, titolare della Sunglass di Villafranca Padovana, aveva già provato ad acquisire quote del Calcio Padova insieme ad altri imprenditori a lui vicini (Salot e Tosetto) nel giugno 2012 (leggi qui). Il tutto finì in una bolla di sapone, con tanto di comunicato dell’allora presidente Cestaro (leggi qui). Bergamin non è estraneo al mondo del calcio. La sua esperienza nel settore, però, non può certo dirsi positiva. Tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000 Bergamin è stato presidente del Villafranca Padovana, club che portò alla retrocessione dall’Eccellenza alla Promozione. Retrocesse, in seguito, anche in Prima Categoria, trascurando quasi completamente il settore giovanile. Nella stagione 2002-2003 Giuseppe Bergamin scelse di affidare la panchina della prima squadra al fratello, l’annata (che ricorda un po’ l’esperimento del Cesena, qualche anno dopo, con i fratelli Campedelli) culminò con la retrocessione. La gestione Bergamin portò il Villafranca alla fusione con il Limena: nacque il LimenaVillafranca (sostanziale acquisto del titolo di 1^ categoria da parte del Limena retrocesso). La consistenza aziendale è la medesima di Penocchio (azienda capofila del gruppo da 15mln di fatturato). In più ci chiediamo: dov’è stato Bergamin finora? Alla finestra ad aspettare il fallimento? Perchè Cestaro nel suo ultimo comunicato non lo ha neppure citato nei ringraziamenti, menzionando invece tanti altri nomi? Segno che Cestaro lo ritiene un soggetto che mira ad approffittare di questa situiazione? Sono tutti dubbi leciti che dovrebbero venire prima di tutto a chi sta sostenendo, a scatola chiusa, questa ipotesi. Ovviamente non c’è nulla di personale contro Giuseppe Bergamin, ottimo imprenditore con un’azienda sana alle spalle: ma è la persona giusta? Da parte nostra non vediamo: la novità, le capacità, la prospettiva innovativa.

Chesi. Il curriculum “sportivo” di Francesco Chesi, ex portiere dilettante e imprenditore è, se possibile, ancora peggiore. Una dozzina di anni fa Chesi tentò di allestire uno squadrone con la Saonarese, in 1^ categoria. L’intento fu chiaro fin da subito, a partire dalla presentazione in pompa magna in una lussuosa villa della Riviera del Brenta, rimasta ben impressa nella mente di tutti gli invitati. Spese troppo, al punto da rimetterci del proprio, in seguito cedette il titolo della Saonarese. Negli anni successivi tornò nel calcio, a Portogruaro. Nel club veneziano, allora guidato dalla famiglia Mio, giocava uno dei due figli. Chesi fece da sponsor con la propria nuova azienda (Cf Metalli). Dopo le difficoltà societarie e l’uscita di scena della famiglia Mio, si fece promotore dell’iniziativa di salvataggio del club denominata “Io Portogruaro”, inziativa fallita. Stessa idea trasportata ad Abano, in questo caso inventò “My Thermal” (assistito dalla stessa commercialista che lo seguiva a Portogruaro), anche questa non andata a buon fine. Ha due figli calciatori (dell’ ’89 e ’92), entrambi hanno giocato nel settore giovanile del Calcio Padova. E’ sicuramente un vulcano di idee, ma non ha grandi risorse proprie, in molti lo definiscono un avventuriero.

Bergamin e Chesi hanno dimostrato di non essere capaci di guidare società dilettantistiche di 1^categoria/promozione considerando il ciclo economico ben più favorevole di una decina/quindicina di anni fa. Ci chiediamo cosa c’entrino con il Padova adesso, nel bel mezzo della crisi economica.

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