Il Mattino: Padova, sarà  un braccio di ferro lungo e logorante

Il Mattino: Padova, sarà  un braccio di ferro lungo e logorante

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Da Il Mattino, editoriale di Stefano Edel:

È braccio di ferro con l’Altovicentino, ma lo sapevamo. E poi, meglio così: se alla fine il risultato sarà quello che auspichiamo, avremo ancora maggiore soddisfazione. Ma è bene essere preparati a questa lunga, e logorante, “guerra di nervi” con la squadra di patron Rino Dalle Rive, passata senza danni anche sul temuto campo di Tamai. Forse non è un caso che chi ha compilato il calendario abbia posizionato lo scontro diretto fra le due big del campionato proprio nella giornata conclusiva, il 4 gennaio 2015 a Valdagno l’andata, il 10 maggio all’Euganeo il ritorno. Come se presagisse – e sinora ci ha azzeccato – che il testa a testa sarebbe andato avanti sino all’epilogo della stagione, con un’intensità di emozioni che non sarebbe andata scemando, anzi. Ma a noi, per ora, interessa solo il Padova e come si sta comportando in questa corsa al vertice. E la risposta giunta ieri da Castelfranco Veneto ci conforta, anche se a dire il vero non avevamo mai messo in dubbio la bontà del suo organico e soprattutto la mentalità e i numeri da protagonista superlativo del torneo esibiti sin qui. Ogni domenica tutti aspettano al varco capitan Cunico e compagni, alla ricerca del classico momento di gloria, che li possa gratificare di copertine sui giornali e attenzioni superiori da parte della critica. Logico pertanto attendersi avversari motivati al massimo, tantopiù se i biancoscudati riescono a muovere quasi sempre un migliaio di tifosi al seguito: il colpo d’occhio, considerando che in molti stadi di serie D si arriva a a malapena a 300 spettatori sugli spalti, è di quelli che difficilmente si scordano e stimolano energie e appetiti superiori alla media. Il Giorgione si è comportato, nè più nè meno, come ci si sarebbe aspettato: aggressivo, determinato, feroce nel suo pressing in avvio di gara. Proprio per questo, reduce dal pareggio-beffa subìto dalla Triestina, la capolista avrebbe potuto innervosirsi e disunirsi di conseguenza, invece ha preso le misure ai castellani dopo poco più di un quarto d’ora e al primo errore li ha trafitti. Piazzando l’uno-due in rapida successione e ponendo il sigillo della sua maggiore qualità sul risultato della sfida. La straordinaria giocata di Ferretti – che ha ricordato quella, altrettanto strepitosa, di Coppola in serie A all’Euganeo contro il Brescia, il 6 novembre 1994, sempre da metà campo e con Ballotta fuori dai pali – è diventata così il simbolo della forza di questo gruppo e del suo allenatore. Un eurogol che, fosse stato realizzato in serie A, farebbe parlare per una settimana intera, talmente bella e coraggiosa è stata l’intuizione del bomber argentino da far scattare in piedi il pubblico compatto, estasiato di fronte a tanta precisione e a tanto osare. Perdoniamogli pure la schiocchezza di cui poi si è macchiato. Con un attaccante simile si va lontano ed è ancora più significativo scoprire che, intorno a lui, stanno lievitando anche gli altri: una volta Ilari, un’altra Aperi, una volta Petrilli e un’altra Pittarello. Adesso tocca a Tiboni: chissà che la sua voglia di spaccare il mondo sia la molla per volare ancora più su. Perché il Padova c’è e non mollerà, pronti a scommettere, sino alla 34ª e ultima giornata.

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