Il Padova diverte già , lampi di classe in amichevole da Neto, Azzi e Turea

Il Padova diverte già , lampi di classe in amichevole da Neto, Azzi e Turea

Da Il Mattino:

Il Padova diverte, si diverte e strappa applausi, regalando una nuova goleada nella seconda uscita amichevole contro la Rappresentativa Cadore Dolomiti, seppellita 10-1. Partita che ha chiuso la due giorni di “Festa biancoscudata”, macchiata dagli scontri di sabato di Calalzo, e che ha portato per la giornata di ieri quasi mille appassionati al centro sportivo di Pieve di Cadore. Una domenica che ha ricordato, per certi versi, il bagno di folla dello scorso anno ad Asiago, quando per la prima amichevole della storia della Biancoscudati Padova salirono 1500 tifosi sull’Altipiano. Ieri, tuttavia, il clima era diverso: non c’erano curiosità ed emozione per vedere la nascita di una creatura nuova e misteriosa. Il Padova e i tifosi padovani sono tornati alla normalità, l’entusiasmo ereditato dalla cavalcata vincente in Serie D non è svanito, anche se la giornata è stata caratterizzata da un clima piuttosto tranquillo. Tanti striscioni appesi alle recinzioni del campo, ma pochi e sporadici cori, applausi convinti per qualche bella giocata, ma nessuna ovazione particolare. Anche se alla fine non è mancato il brindisi collettivo con l’intera squadra, radunatasi al termine della partita sotto la tensostruttura che per due giorni ha distribuito cibo, musica e birre ai tifosi. In campo. Di sicuro il Padova che sta nascendo per ora convince i suoi fedelissimi. L’impronta ereditata dallo scorso anno è ben visibile, Carmine Parlato è sempre più convinto di ripartire dal “4-2-3-1” e gli interpreti sembrano adattarsi bene al modulo. Rispetto alla prima uscita di giovedì scorso il tecnico ha cambiato ancora le carte, dando molto più spazio ai nuovi arrivati, in prova e non. È stata la prima uscita per l’acquisto più reclamizzato dell’estate, Cristian Altinier, che ha segnato una doppietta facile facile (“tap-in” sottomisura e rigore), mostrando però una buona intesa con Marco Cunico, eredità degli anni trascorsi assieme a Portogruaro. I lampi di classe più splendenti li hanno regalati, però, il vecchio e il giovane. Neto Pereira ha mostrato che, palla al piede, sa fare di tutto, gestendo il gioco da trequartista e andando anche a finalizzare dopo un elegante slalom in area. Ottima l’impressione destata anche da Oleg Turea, veloce, tecnico ed essenziale sulla fascia. Capitolo a parte per Paulo Azzi, brasiliano nel vero senso della parola: alterna numeri d’alta scuola ad errori un po’ grossolani, ma sembra avere ampi margini di miglioramento e le sue chance di conferma sono piuttosto alte. Il centrocampo, invece, è ancora un rebus. Muminovic e Bucolo hanno fatto una buona figura, ma dei sei giocatori in prova probabilmente ne resterà solo uno, con Fabrizio De Poli pronto a rituffarsi sul mercato. L’unico gol della rappresentativa cadorina è arrivato dopo una splendida punizione di De Villa, che si è stampata sulla traversa, trovando, però, la schiena di Favaro a deviare involontariamente il pallone in rete. Presentazione. Sabato sera, infine, squadra, staff tecnico e dirigenza, sono saliti sul palco di piazza Tiziano, a Pieve di Cadore, per il primo saluto ai circa 500 tifosi presenti. A fare gli onori di casa ci ha pensato il sindaco Maria Antonia Ciotti, che si è complimentata con i giocatori per la loro educazione nella prima settimana trascorsa in montagna. A raccogliere i complimenti del primo cittadino il capitano Cunico, che ha preso il microfono in mano e ha parlato a nome del gruppo biancoscudato: «Le parole del sindaco mi hanno fatto molto piacere, perché rappresenta quello che siamo: un gruppo umile ed educato. E credo che anche questo sia stato il segreto della cavalcata della scorsa stagione. Siamo tutti dei professionisti e ci comportiamo come tali, ma, detta in parole semplici, siamo una squadra “pane e salame”. Questa è stata e dev’essere la nostra forza». Il numero 10 non ha nascosto le ambizioni del Padova: «Il nostro atteggiamento dev’essere quello di provare a vincere tutte le gare senza lasciare nulla agli avversari. Può sembrare una banalità, ma è la nostra mentalità, a partire dalle amichevoli estive». 

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