IL PAGELLONE/1: i voti ai giocatori

IL PAGELLONE/1: i voti ai giocatori

Fine stagione, tempo di pagelle. Ecco i nostri giudizi sulla squadra.

Mazzoni 7: Arriva in estate dal Livorno, nello scambio con Anania. Parte da secondo, salvo poi conquistare la fiducia dell’allenatore a partire dalla sua prima da titolare contro lo Spezia (inizio novembre). Da lì in breve tempo scavalca Colombi nella gerarchia, conquistando i galloni da titolare. Le ottime prestazioni, il carisma e la rabbia agonistica riversate in campo lo rendono presto un beniamino tra i tifosi: è forse l’unico che si salva dalla contestazione generale del pubblico biancoscudato.

Nocchi 6,5: Acquistato a gennaio per fare da secondo a Mazzoni. Quando viene chiamato in causa non demerita, collezionando solo buoni voti: l’unica sbavatura nel finale di stagione, a Terni, per quell’uscita kamikaze.

Colombi 5: Fortemente voluto a Padova da Secco e Marcolin, paga a caro prezzo la pressione del pubblico, dopo alcune buone prestazioni iniziali. Lo scetticismo iniziale di parte dei tifosi si concretizza in una vera e propria contestazione dopo la partita di Lanciano, in cui il giovane portiere classe ’91 è protagonista in negativo. Il 16 gennaio torna all’Atalanta. Da censura la sceneggiata nel post Padova-Carpi, quando torna all’Euganeo da avversario “assetato” di vendetta.

Benedetti 6,5: Sicuramente il più convincente della difesa. Molto particolare la sua stagione: praticamente invisibile agli occhi di Marcolin, viene poi eletto titolare inamovibile con Mutti e successivamente con Serena. Fa da partner a quasi tutti i difensori transitati quest’anno per Padova (da Legati a Trevisan, da Kelic a Carini, passando per Santacroce), ma riesce comunque a trovare una certa continuità nelle prestazioni. Da incorniciare la partita di Brescia.

Carini 5,5: Trova spazio nel finale di stagione, prendendo il posto di Kelic nella coppia centrale. In generale però è difficile parlare di annata davvero positiva: troppi alti e bassi. 

Santacroce 5: Visto il suo pedigree ci si aspettava decisamente di più: inizialmente gioca da centrale collezionando anche alcune buone prestazioni (bene in marcatura e sui contrasti, anche se a volte troppo lezioso). Viene proposto anche come esterno, ma quando deve superare la linea centrale del campo si spegne (è evidente che il ruolo di terzino non è nelle sue corde). Seconda parte della stagione da dimenticare, alla fine Serena lo inserirà nella lista degli “epurati”. Nonostante non sia ancora troppo avanti con gli anni, l’impressione è che abbia già imboccato da un po’ la fase calante della sua carriera, sia dal punto di vista mentale che fisico. 

Di Matteo 5: E’ tra i dodici acquisti di Marco Valentini di gennaio, sicuramente tra i meno azzeccati (ma non era meglio Modesto?). Non all’altezza della serie B.

Kelic 5: Annunciato in pompa magna (“Lo voleva mezza Europa appena qualche anno fa” diceva il suo scopritore, Valentini), arriva a gennaio nettamente fuori condizione. Debutta dopo un mese dal suo arrivo, contro l’Empoli. Troppo statico, in molte occasioni si fa superare in velocità dagli attaccanti avversari. Ci mette il “fisico” e in alcune partite non sfigura affatto, ma l’impressione è stata spesso quella di un pesce fuor d’acqua in questo campionato. 

Ceccarelli 4: Troppe insufficienze gravi nell’arco dell’anno, sono ben lontani i tempi di Cesena per l’esterno destro. In molte occasioni appare svagato, poco concentrato. Serena inizialmente lo preferisce a Vinicius perchè più difensore (dirottando Almici a sinistra), salvo poi, dopo Crotone, convincersi di metterlo definitivamente da parte…

Vinicius 5,5: Prestito invernale dalla Lazio: oggetto misterioso nei primi mesi in biancoscudato, esce alla distanza fino alla buona prestazione con il Pescara. Esterno molto propenso a spingere, poco disciplinato nella fase difensiva (Serena non avrebbe mai dato l’ok all’acquisto se fosse arrivato a mercato ancora in corso…).

Almici 5,5: Qualche buona prestazione, da terzino sia destro che sinistro: poi con il progressivo affondare della squadra nel suo insieme, si adegua all’andamento generale. Ma si vede che ha i numeri per una buona carriera.

Modesto 5,5: Difficile dare una valutazione all’ex Parma, che ha giocato solo fino alla partita con l’Avellino a fine dicembre. La società poi, come noto, ha deciso di metterlo fuori rosa. E’ uno dei componenti della famosa delegazione che ha pagato più duramente la “ribellione” al metodo Mutti (In attesa che qualcuno ci spieghi in cosa consistesse questo terribile metodo-Mutti).

Perna 5: E’ uno degli acquisti estivi della coppia Secco-Marcolin, proprio per questo motivo viene presto messo da parte. Certo che lui fa di tutto per non far cambiare idea al dirigenza. La sua ultima partita con il Padova è contro il Pescara il 21 dicembre, quando prende il posto nella ripresa di un disastroso Legati. Finisce fuori rosa insieme a Modesto e Laczko. 

Pasa, Legati, Trevisan, Celjak, Laczko s.v.: Impossibile assegnare un voto a questi giocatori.

Cuffa 5: La nuovo proprietà apprezza fin da subito le qualità dell’argentino di uomo-spogliatoio e trascinatore in campo e fuori. Matias, vero senatore del gruppo, non riesce però quest’anno a imporsi davvero come leader, per una serie di fattori “esterni”. E poi l’ombra del caso-Mutti: cosa ci faceva a capo di quella delegazione? Magari avrà avuto i suoi motivi, se così fosse li spieghi: sarebbe giusto fare chiarezza una volta per tutte.

Iori 6: L’anno scorso fu con distacco il migliore dei biancoscudati, quest’anno il rendimento è nettamente calato (ma in un contesto del genere era davvero difficile ripetersi). Restano alcune buone prestazioni e la grande esperienza messa in campo. 

Jelenic 6: Terzo anno a Padova: il peggiore della squadra e il migliore dello sloveno, che gioca con continuità e regala alcune prestazioni di alto livello (vedi Brescia). Una pedina da cui eventualmente ripartire in Lega Pro.

Musacci 4: Annata da dimenticare, tra incomprensioni con gli allenatori e prestazioni sottotono. 

Moretti 4,5: Acquisto di gennaio, transita per Padova senza lasciare il minimo segno e dando l’idea di uno scarsissimo attaccamento alla maglia. Unico acuto il gol dell’ex contro lo Spezia.

Osuji 6,5: Cala solo nel finale di stagione, dopo un campionato giocato ad alti livelli. Si dà anima e corpo, da centrocampista ma anche da terzino. Spesso predica nel deserto, da molte partite esce stremato, a differenza di qualche compagno. Un altro giocatore da cui, mettendosi di impegno, si potrebbe ripartire.

Sahman, Ampuero s.v.: Il montenegrino non viene preso in considerazione da Serena, dunque è ingiudicabile. Il peruviano quando viene chiamato in causa non demerita, a gennaio chiede di poter giocare con più continuità e finisce a Salerno. 

La Camera 5,5: Paga alcuni screzi con Serena, arriva dal Cittadella a gennaio per rimpolpare il centrocampo grazie alla sua duttilità (può fare anche l’esterno). Onesto centrocampista, ancora buono per la categoria: in una polveriera pronta ad esplodere come il Padova di quest’anno, non era indubbiamente facile emergere.

Pasquato 5: Miglior marcatore della squadra (insieme a Improta) con sette reti, ma autentica delusione nell’arco del campionato. Con Serena il rendimento è ulteriormente precipitato nonostante il tecnico veneziano lo abbia collocato prima nel suo ruolo naturale di trequartista, poi da esterno nel 4-4-2. Nemo profeta in patria si dice, forse ha bisogno di cambiare aria.

Rocchi 5: ll quasi 37enne ex Lazio e Inter arriva da svincolato a novembre al posto di Raimondi (silurato): con lui si cercano gol ed esperienza. Qualche gol arriva (saranno cinque in tutto alla fine), ma è decisamente troppo poco.

Melchiorri 6,5: Una rivelazione se si pensa che è stato pescato in serie D. Ha dimostrato di essere un buon attaccante anche per la serie B, dotato di tecnica e senso del gol. Una delle poche note liete della stagione. 

Feczesin 4: Un altro giocatore sul viale del tramonto sbarcato a Padova solamente per fare numero. 

Vantaggiato 5: Non basta l’impegno e la buona volontà: quest’anno non aveva alibi, il presidente Penocchio in estate aveva cercato di responsabilizzarlo per farlo rinascere. Cinque reti da attaccante titolare sono un bottino davvero misero. 

Improta 7: Inserito a gennaio, riesce presto a conquistare fiducia del tecnico e del pubblico con prestazioni di qualità e gol (ne segna quanti Pasquato, ma in metà stagione e da esterno). Peccato che sarà solo una meteora qui a Padova.

Ciano 5,5: Paga soprattutto l’essere stato scelto in estate da Secco. A gennaio passa ad Avellino dove viene valorizzato decisamente meglio.

Buonaiuto, Voltan, Diakite, Radrezza s.v.

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