La lettera del giornalista Roberto Pelucchi (Gazzetta dello Sport): “A proposito di Foschi e Ruopolo…”

La lettera del giornalista Roberto Pelucchi (Gazzetta dello Sport): “A proposito di Foschi e Ruopolo…”

Ci scrive il giornalista della Gazzetta dello Sport, Roberto Pelucchi, che sta seguendo la questione Padova-Atalanta e che di recente ha firmato un articolo sulla chiacchierata partita dello scorso marzo, sollevando dubbi sull’operazione Ruopolo (che il Padova ha acquistato per 50.000 euro dall’Atalanta l’estate scorsa). Ecco la lettera integrale:

Caro Stefano,

vedo che il mio articolo “Giallo Padova-Atalanta e quel Ruopolo in regalo” pubblicato sulla Gazzetta dello Sport ha fatto discutere e, si spera, riflettere. E noto anche che qualcuno si è offeso, come spesso accade. Il ds Foschi ha detto che non di regalo si è trattato, ma di una semplice operazione di mercato. Allora è il caso di fare qualche precisazione a favore dei malinformati. Foschi sostiene che Marino ha preteso anche 50 mila euro per ammortare l’ultima parte dei 100 mila euro dati all’AlbinoLeffe per l’acquisto dell’attaccante. All’AlbinoLeffe non ricordano, però, di aver incassato un euro dalla cessione di Ruopolo, che tutti ricordavamo essere passato all’Atalanta nell’estate 2010 a parametro zero. Nel bilancio l’Atalanta ha inserito per Ruopolo un valore di 200 mila euro, probabilmente come costo accessorio, da ammortare in tre anni (la durata del contratto). L’ammortamento è avvenuto soltanto per i primi sei mesi (33.333 euro), mentre dopo la cessione al Padova per 50 mila euro, avvenuta lo scorso luglio, per l’Atalanta si è prodotta una minusvalenza di 116.666 euro (come si può verificare nel bilancio chiuso il 31 dicembre 2011 e reso noto qualche settimana fa). E’ vero che l’Atalanta ha risparmiato due anni di stipendio, ma è quanto meno bizzarro che una società accetti senza colpo ferire di realizzare una minusvalenza con un giocatore preso a parametro zero e fondamentale nel raggiungimento dell’obiettivo sportivo (la promozione in A). Giova ricordare che Ruopolo ha giocato 31 partite di campionato (23 da titolare, oltre 2000 minuti) e segnato 8 gol. Il suo valore di mercato non sarà stato di 5 milioni di euro, ma neppure di 50 mila. Ho chiesto, in via informale, ai dirigenti di alcune squadre di Serie A di medio-bassa classifica se loro avrebbero acquistato Ruopolo alle stesse condizioni del Padova e la risposta è stata “come no, al volo, e anche pagando qualcosa in più”. Il problema è che, a quanto pare, nessuno sapeva che Ruopolo si poteva acquistare per un tozzo di pane. Un altro dato: mentre Ruopolo veniva venduto per 50 mila euro al Padova, l’Atalanta cedeva Defendi al Bari, nell’operazione-Masiello, per un valore messo a bilancio di un milione di euro. Un milione. Defendi ha soltanto due anni in meno di Ruopolo e in tutta la sua carriera ha segnato 9 gol. Uno in più di quelli segnati da Ruopolo in una sola stagione nell’Atalanta. Defendi ha accumulato 147 presenze tra A e B (poche da titolare) contro le 327 di Ruopolo (con due stagioni di C in più) e la scorsa stagione Colantuono nei primi sei mesi non l’ha mai utilizzato, mentre negli ultimi sei mesi nel Grosseto non si ricordano sue partite memorabili. Ognuno faccia le proprie riflessioni. Aggiungo soltanto che se non ci fosse di mezzo l’inchiesta sul calcioscommesse, delle modalità del passaggio di Ruopolo al Padova non fregherebbe niente a nessuno. Purtroppo, però, la giustizia ordinaria e quella sportiva sono convinte che Padova-Atalanta sia stata combinata addirittura dalle società e da qualche giorno sappiamo anche che lo stesso Ruopolo ha ammesso tre illeciti commessi ai tempi dell’AlbinoLeffe. E’ legittimo, quindi, che a qualcuno vengano dei dubbi su quei 50 mila euro. Dubbi, non sentenze.

Roberto Pelucchi

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