Marcolini si presenta: “Padova, insieme arriveremo lontano”

Marcolini si presenta: “Padova, insieme arriveremo lontano”

Lo si riconosce in campo per la capigliatura rossa che è il suo marchio di fabbrica. Michele Marcolini, 36 primavere il prossimo 2 ottobre, chiuderà (forse) la sua carriera con la maglia del Padova. Il contratto annuale firmato nella serata di lunedì consegna a mister Dal Canto un centro campo irrobustito e una grande esperienza da mettere al servizio dei compagni.

Marcolini, in biancoscudato ritrova Italiano, due anni insieme e una promozione, giusto?

«Siamo stati compagni al Chievo. Ho dei bei ricordi, compreso il salto in serie A».

Potete giocare ancora assieme?

«Il Padova mi ha voluto per quello che nasco: mezzala del centrocampo. E’ vero ho ricoperto un po’ tutti i ruoli. Ho fatto anche il regista, poi vedremo le scelte dell’allenatore. La questione tattica è una cosa che riguarda il mister».

Con che spirito arriva a Padova?

«Con quello di mettere a disposizione la mia professionalità accumulata in tanti anni di partite».

Come mai ha scelto i biancoscudati?

«Tutto si è definito in tempi rapidi, la mattina di lunedì. Su di me c’era anche il Verona e sapevo che la soluzione sarebbe arrivata abbastanza in fretta. Prima delle vacanze non avevo idea di quale delle due avrebbe fatto al caso mio. Alla fine la società più decisa è stata proprio il Padova ed eccomi qui».

Il Verona però è sembrato sempre in vantaggio, solo un’impressione?

«Potevo andare in gialloblù, la città dove per altro vivo. Diciamo che sul finale Foschi ha dato la spinta giusta per portarmi all’ombra del Santo».

Le dispiace non giocare con l’Hellas di Mandorlini?

«Il mister lo conosco da molti anni, abbiamo un ottimo rapporto costruito nel tempo. Mi ha allenato quando ero al Vicenza e all’Atalanta. Fa piacere sapere che si è interessato a me. Ormai però ho scelto Padova e sono tanto felice di giocarmi questa possibilità».

Tornando ai biancoscudati che ambizioni avrà la squadra nella prossima stagione?

«Al momento è difficile stabilirlo ed è inutile lanciare proclami. Diciamo solo che possiamo arrivare molto lontano. Io spero di rendere felici i tifosi e regalare a loro una gioia immensa. Poi sarà il terreno di gioco a dare le risposte che tutti cercano».

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