Nuovi soci nel Padova, ecco il primo nome: Massimo Poliero

Nuovi soci nel Padova, ecco il primo nome: Massimo Poliero

Nella tarda serata di ieri, a margine della consegna dei premi Michelangelo del Cenacolo, Giuseppe Bergamin e Roberto Bonetto hanno parlato di tre nuovi soci all’orizzonte (vedi articolo a parte), pronti a “irrobustire” la società Biancoscudati. Intanto il Mattino in edicola oggi, svela l’identità di uno dei tre nomi. Ecco di chi si tratta: Massimo Poliero, 47 anni, amministratore delegato della Legor GROUP srl di Bressanvido (Vicenza), azienda attiva nel settore orafo-argentiere.

Da Il Mattino: Un nuovo socio per Giuseppe Bergamin e Roberto Bonetto: è Massimo Poliero, 47 anni, amministratore delegato della Legor Group srl di Bressanvido (Vicenza), azienda leader a livello mondiale nella produzione di leghe madri per il settore orafo ed argentiero. L’accordo sarebbe stato raggiunto nei giorni scorsi, e la presentazione potrebbe avvenire entro il week end. Dunque, la Biancoscudati Padova – che presto tornerà ad acquisire il nome di Calcio Padova, anno di fondazione compreso, il 1910 – si consolida economicamente con l’ingresso di un imprenditore che, nel solco dell’attività avviata dal padre, ha dimostrato con i fatti di saper cogliere le sfide di un mercato non facile come quello dei metalli preziosi. Ex calciatore. Ma qual è la storia di questa famiglia composta da padre, madre e sette figli, che ha deciso di investire nel calcio biancoscudato? Partiamo dal fondatore, Gianni Poliero appunto: trasferitosi da Camposampiero a Santa Giustina in Colle, fino al 1978 era un professore di materie tecniche alle scuole medie ed era impegnato attivamente come amministratore comunale e nel sociale. Nel 1979 decise di entrare nell’originale nucleo di Legor, che aveva una piccola sede produttiva a Vicenza. L’espansione in questi 36 anni è stata continua ed oggi, nell’azienda, lavora l’intera famiglia: il figlio Massimo, amministratore delegato, gli altri figli Alessandra, Carmen, Francesca, Antonio e Pietro, nonché i generi Andrea e Nicola. E poi c’è la moglie Teresa. L’unico a non aver seguito le orme dei fratelli è il primogenito Ruggero, sacerdote. I contatti di Massimo con la “B&B” al vertice della società di viale Rocco sarebbero iniziati già durante il campionato vinto dai Biancoscudati, ma per arrivare al dunque la spinta decisiva sarebbe stata impressa tra fine aprile e prima decade di maggio. Poliero ha trascorsi da calciatore, nei dilettanti: ricopriva il ruolo di ala ed ha vestito, fra le altre, le maglie di Campetra, Miranese e Loreggia, segnando diversi gol. Un appassionato, dunque, che oggi porta il suo contributo economico, d’intesa con il papà che gli ha affidato la guida dell’azienda nel 1991, nella cassaforte di un club intenzionato a fare le cose perbene dopo aver (ri)conquistato il calcio professionistico. Il Legor Group conta su 130 dipendenti, sei filiali nel mondo e tre sedi commerciali in Italia e alla fine del 2013 ha dichiarato un fatturato di 48 milioni di euro. Capitale diviso alla pari. Nulla, ovviamente, si sa sulle modalità dell’accordo che sarebbe stato sottoscritto dalle parti, ma Bergamin e Bonetto avrebbero concordato con Poliero una ripartizione alla pari del capitale, diciamo un 33% a testa. L’attuale patron rimarrebbe al vertice della società, che dovrà cambiare la propria ragione sociale, passando da Ssd in Spa o Srl, mentre per il nuovo socio si potrebbe profilare la carica di vice-presidente accanto ad Edoardo Bonetto, il figlio di Roberto, con quest’ultimo sempre amministratore delegato. Tutto, comunque, verrà deciso in un imminente Consiglio d’amministrazione. Il progetto Padovanello. Mentre questa mattina conosceremo, nel corso di una conferenza-stampa in via Carducci, il programma dei lavori di ristrutturazione dello stadio Appiani, presenti un rappresentante del Comune, lo sponsor Sandro Vecchiato e i due attuali soci della Biancoscudati Padova, si sta lavorando sotto traccia per portare a Palazzo Moroni un progetto concreto di creazione del polo sportivo intorno allo stadio Euganeo: 4 o 5 campi da calcio, di cui uno o due in erba sintetica, una club house, una foresteria, un percorso vita per fare jogging e, con tutta probabilità, un centro commerciale. Musica per le orecchie di chi opera nella grande e media distribuzione. Staremo a vedere.

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