Padova-Cittadella, il derby di due tifosi speciali

Padova-Cittadella, il derby di due tifosi speciali

Meno quattro all’attesissimo Padova-Cittadella. Tra i tifosi si comincia a respirare aria di derby come mai era successo prima. Ma c’è anche chi, rivalità e campanilismo in questa partita tutta padovana, li sente da sempre. Due personaggi storici di Padova e Cittadella: Antonio Ammazzagatti (radiocronista ufficiale delle partite del Padova) e Stefano Albertin (ex addetto stampa del Cittadella e speaker del Tombolato). Li abbiamo intervistati, anticipando il clima di grande tensione agonistica che ci sarà sabato in campo. Ecco le loro risposte:

Per la prima volta è un vero derby. Come state vivendo l’attesa?

Antonio: Ho un’agitazione incredibile, sto cercando di calmarmi. Stanotte ho pure sognato la partita, ma mi sono svegliato prima del fischio finale. Per me comunque è sempre stato un derby, lo stesso non si può dire per la maggioranza dei tifosi padovani che, vuoi per senso di superiorità, vuoi per altri motivi non lo hanno mai considerato tale. Adesso la rivalità si sta facendo sentire anche da parte padovana.

Stefano: Leggo dappertutto qualsiasi notizia, è lecito dire che questa volta i punti contano in maniera esponenziale. Che sia da dentro o fuori è sotto gli occhi di tutti. Il Cittadella arriva con diverse assenze, chi va in campo non dovrà deludere le attese. Il Cittadella ha iniziato la sua fase ascendente anche in concomitanza con momenti bui del Padova, per cui un po’ di agonismo si è creato. A Cittadella si sente però in modo particolare questa partita.

Riti scaramantici?

Antonio: Cerco di pensarci il meno possibile, ma è impossibile perchè chi mi riconosce per strada mi ferma per chiedermi di questo derby. Alla scaramanzia non credo comunque, non più almeno. 

Stefano: Mi affido alla cabala, visto che non è mai uscita la vittoria del Cittadella in serie B a Padova, spero sarà la volta buona. L’unico rito scaramantico ce l’ho quando il Cittadella affronta Ardemagni, ho scoperto che se lo saluto prima della partita lui segna. Adesso cerco di non guardarlo neppure.  

Se finisse con la salvezza vostra e la retrocessione degli odiati cugini, che cosa farete?

Antonio: Gioirei tantissimo, sarebbe una delle più grosse soddisfazioni della mia vita. Potrei fare qualche follia, tipo ubriacarmi visto che sono astemio. Ecco se il Padova si salva e il Cittadella retrocede berrò due litri di birra. Ma ho tanta paura che possa succedere il contrario. Non ci voglio ancora pensare. Il Cittadella non avendo il blasone e il pubblico di Padova e non essendoci più il legame che aveva il vecchio presidente Angelo Gabrielli, se dovesse retrocedere non tornerebbe più su e il fenomeno Cittadella si esaurirebbe.

Stefano: Se dovesse capitare una cosa del genere parteciperei al Palio di Monselice, io che sono nato lì, tra le fila della più acerrima rivale della Torre, che sarebbe la mia contrada. Una cosa folle.

Che partita sarà sabato?

Antonio: Sarà molto tesa, forse non bellissima da vedere. Mancano diversi elementi da una parte e dall’altra. Non so se essere contento per l’afflusso della gente che verrà con i biglietti a un euro, ho sentito di vicentini che vogliono venire a fare il tifo contro il padova nel settore del Cittadella. Non dobbiamo sottovalutare l’avversario, siamo al mors tua vita mea per cui non sarà per niente facile. Loro hanno il potere storicamente di risorgere all’ultimo.

Stefano: Le due squadre sono nella stessa situazione, all’inizio sarà il Padova che dovrà fare le prime mosse come in una partita di scacchi, visto che gioca in casa. Il pareggio non servirà a nulla. 

Un nome sul quale puntate?

Antonio: La Camera se gioca. Altrimenti dico Melchiorri. 

Stefano: Sono rimasto impressionato da Azzi, forse lui sentirà meno il derby perchè ha 19 anni ed è brasiliano. Quelli che hanno più responsabilità possono farsi condizionare, invece la spensieratezza di Azzi può essere determinante. 

 

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