PADOVA, IL PAGELLONE FINALE

PADOVA, IL PAGELLONE FINALE

La pagella stagionale. Il nostro voto a giocatori e dirigenza.

Ancora un giugno da ricordare. Il sesto mese dell’anno, proprio come nella passata stagione, ha regalato una gioia immensa alla città di Padova. Ma il campionato appena finito dei biancoscudati non può certo ritenersi sufficiente. C’erano tutti i presupposti per una grande stagione, ci siamo salvati in extremis, soffrendo come delle bestie (parafrasando il mitico Gildo). Ecco quindi il nostro pagellone finale:

AGLIARDI e CANO 7: Due ottimi portieri che hanno saputo sfruttare a proprio vantaggio e a quello della squadra quel pizzico di competitività creata sia da Sabatini che da Di Costanzo.

CESAR 6: Ha sofferto più di altri il salto di categoria. Ha alternato partite giocate con grande intensità, a prove disastrose. Nello spogliatoio è un leader, certo che quella scenata in allenamento con Italiano e Gasparetto poteva risparmiarsela.

DARMIAN 6,5: Il giovane di scuola Milan doveva venire a Padova a farsi le ossa. E così è stato, nel corso della stagione abbiamo assistito a un progressivo e graduale miglioramento del baby legnanese, rivelatosi anche un buon terzino. Riconfermarlo non sarebbe un’idea così malvagia.

FAISCA 5,5: Vedi Cesar. Ma il portoghese è apparso più fragile rispetto al compagno di reparto e più spesso è andato in affanno al cospetto di certi attaccanti avversari (abbiamo tutti negli occhi la figuraccia con Eder e Coralli). Qualche rosso di troppo.

RENZETTI 6,5: Uno degli elementi più interessanti della rosa del Padova. Si è messo in luce in più occasioni grazie alla sua spinta e alla capacità di crossare con precisione. L’infortunio lo ha un po’ penalizzato e il 4-3-1-2 di Sabatini ha sofferto molto la sua assenza.

TREVISAN 5: Disastroso come vice-Renzetti, più apprezzabile come centrale. Ha rischiato la seconda retrocessione consecutiva (come Agliardi). Nell’ottica di un potenziamento della rosa lo inseriremmo senza dubbi nella lista dei partenti.

BONAVENTURA 7: Talento cristallino e tanta voglia di mettersi in luce. Peccato non sia stato “capito” subito (sia da Di Costanzo che da Sabatini, che gli ha spesso preferito Rabito). L’unico acquisto di riparazione azzeccato.

BOVO 6,5: E’ un lottatore in campo e si vede quanto ci tiene a questa maglia. Qualche anno fa era sul taccuino di numerosi club, adesso le sue quotazioni si sono abbassate. Ma a Padova può diventare una bandiera.

CUFFA 7,5: Acquisto perfetto, è costato poco e ha dimostrato di poterci stare alla grande in serie B. 8 gol da centrocampista puro, di cui 6 in trasferta, preziosissimo tatticamente e con una grande dose di agonismo. El cabezon ha conquistato tutti.

ITALIANO 6: Ha fatto innamorare subito i tifosi poi è uscito di scena, soprattutto per via dell’infortunio. Quando ha giocato in condizione fisiche accettabili però ha sempre messo in mostra il suo potenziale. Voto basso perchè da lui (sia per l’ingaggio sia per il curriculum) ci si aspettava comunque qualcosa in più. Aveva detto “A salvezza conquistata mi toglierò dei sassolini”. Vediamo che dirà.

JIDAYI 6: Uno dei fedelissimi di Sabatini. La sua capacità di recuperare palloni e spezzare il gioco avversario qualche volta è mancata, ma la grinta in campo no. Ha sofferto il black out post-Lecce, finendo poi in panchina.

MOROSINI 5,5: Ha giocato poco, ma quando è stato chiamato in causa non ha portato il contributo di tecnica ed esperienza che ci si aspettava. Ricordiamo che a Vicenza terminò la stagione con una delle medie voto più alta (fonte Gazzetta dello Sport).

RABITO 5,5: Qualche gol importante ma la sua discontinuità non gli vale la sufficienza. Con Sabatini le opportunità non sono mancate. Decisamente meglio Bonaventura.

DI NARDO 6,5: Il peso dell’attacco del Padova doveva essere ben distribuito su di lui e sull’ariete (nel progetto iniziale Varricchio, Cani e poi Mirko Gasparetto). Alla fine ha portato solo lui il fardello.L’impegno e l’abnegazione mostrati in campo lo hanno reso un idolo per i tifosi.

SONCIN 5: Inizio di stagione da 4, poi un sussulto d’orgoglio nella fase finale del campionato. Il “cobra” comunque ha deluso.

VANTAGGIATO 5: Il gol di Trieste dolcifica un po’ una stagione amarissima per il torello di Brindisi. Pur in possesso di grandi numeri (un cannoncino nel piede e la capacità innata di “vedere” la porta, molto di più dei suoi compagni di reparto), dà l’impressione di non voler sarificarsi troppo per la causa Padova. Eppure su di lui la società ha investito massicciamente. Poteva risparmiarsi il gesto dell’indice sulla bocca dopo l’ultima rete, come a zittire le critiche (sacrosante) che sono piovute su di lui.

Gli altri giocatori non menzionati sono ingiudicabili per le poche presenze in campo.

SABATINI 5: Fa sprofondare il Padova in una crisi senza fine. Cacciato, ritorna ma fa peggio di Di Costanzo, dimostrando di aver perso completamente il controllo sullo spogliatoio (vedi lite a Bresseo). Pesa sul suo voto anche il rifiuto di Ricchiuti a gennaio, e il fatto che abbia avuto carta bianca per costruire la squadra. Il sussulto d’orgoglio finale (vittoria con Brescia e Triestina nel play.out) cambia di poco le cose.

DE FRANCESCHI 5: Ivone paga l’inesperienza in un ruolo cruciale. Il fatto di avere al fianco Sottovia (un neofita pure lui) nella fase del calciomercato non ha certo migliorato le cose. Gli va dato merito di aver portato all’ombra del santo Cuffa. L’errore madornale, quello di aver fatto il gioco di molto procuratori (Mirko Gasparetto) e di aver creduto ciecamente in Vantaggiato (sua scelta).

CESTARO 4: E’ vero ci ha messo i soldi, e di questi tempi non è poco. Ma sprecare tanto denaro e tante potenzialità (tifoseria da serie A, strutture di primo livello, disponibilità economica tra le maggiori della categoria, seconda città come numero abitanti della serie B dopo il Torino) è irritante. E sì che di errori ne aveva già commessi in passato. Cavaliere, non è mai troppo tardi…

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