Padova, lo spettro del fallimento è sempre più vivo

Padova, lo spettro del fallimento è sempre più vivo

Da Il Mattino:

È “giallo” sugli stipendi di marzo ed aprile che il Calcio Padova avrebbe dovuto pagare ieri ai propri tesserati, giocatori e tecnici, liquidati sin qui delle loro spettanze sino a febbraio. Nessun comunicato da parte della società – con tutto il bailamme che lo riguarda, Penocchio avrebbe annunciato urbi et orbi di aver provveduto al saldo di quanto pattuito, se lo avesse fatto, e invece non si è mosso – e, soprattutto, nessuna conferma di aver ricevuto i soldi da parte dei diretti interessati, alcuni dei quali sono comprensibilmente preoccupati per la piega che stanno prendendo le cose. Vero è che, se per ipotesi i bonifici bancari fossero stati inviati nel pomeriggio, ci vorrrebbero almeno un paio di giorni per veder accreditati gli emolumenti nei rispettivi conti correnti, ma il silenzio del presidente, sconcertante e a questo punto offensivo nei confronti della piazza, non lascia presagire alcunchè di buono. La domanda conseguente che ci si pone in queste ore è una sola: se non si è trovato il milione e 700 mila euro per gli stipendi, come si può pensare che saltino fuori i 600 mila di fidejussione bancaria richiesti dalla Lega Pro per attestare la solidità economica del club? Insomma, come si temeva, il quadro si fa drammatico con il passare dei giorni. Sullo sfondo aleggia sempre lo spettro del fallimento.

Ma quali saranno, se la data per i pagamenti non fosse stata rispettata, le conseguenze per la società? Premesso che per le liberatorie, firmate dagli stessi tesserati, c’è tempo sino al 30 giugno, Penocchio e il Padova saranno nuovamente deferiti dal Procuratore federale Stefano Palazzi, su segnalazione della Co.Vi.So.C., alla Commissione Disciplinare Nazionale: dopo quello relativo al mancato versamento dei contributi Inps e delle ritenute Irpef, che costerà, stando ai precedenti, un punto di penalizzazione, il secondo provvedimento comporterà un ulteriore handicap di 2 punti, essendo il patron e la società recidivi. Dunque, un – 3 già sicuro all’inizio della stagione 2014/15. Sul filo del rasoio. Restando alla stretta attualità, ieri Penocchio, dopo aver seguito di persona l’udienza al Tribunale del Riesame, accanto ai suoi legali, si è incontrato con il d.s. Marco Valentini, non in sede, dove ormai non mette più piede da un pezzo, ma ad Abano. Di che cosa i due abbiano discusso si può solo immaginare: è probabile che abbiano parlato dei contratti “pesanti” di cui provare a liberarsi, quelli di Vantaggiato, Iori, Trevisan e Legati. Quanto al “mercato” in uscita, l’unico su cui si può monetizzare è Melchiorri, molto apprezzato in serie B. Ma la cifra richiesta per il cartellino dell’attaccante – ora un milione di euro, dopo essere partiti da 1,5 milioni – viene giudicata esagerata dai potenziali acquirenti […]. Penocchio ha bisogno di soldi, e dovrà scendere a miti consigli se nessuno interverrà a dargli una mano (Cestaro, forse?). Ricordiamo che, se non iscriverà la squadra in tempo, verrà escluso dal campionato, ma potrà ricorrere, dimostrando entro le 48 ore successive alla presentazione del ricorso di avere assolto a tutti gli impegni richiesti. Come il Padova, secondo indiscrezioni provenienti dalla Lega Pro, ci sarebbero altre tre società a forte rischio: la Reggina di Lillo Foti, la Pro Patria, che Vavassori ha lasciato per acquisire la Reggiana, e il Grosseto, dove Camilli non ha più alcun interesse avendo puntato tutto sulla Viterbese.

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