Padova, mission impossible a Siena. In pochi ci credono

Padova, mission impossible a Siena. In pochi ci credono

L’allenamento di oggi a Bresseo, all’ombra dei colli (ombra fino a un certo punto visto che si sono sfiorati i 30 gradi nel primo pomeriggio), dice un po’ tutto sulla situazione del Padova: teste basse e poca voglia di scherzare, le urla di Serena a spaccare il silenzio, una trentina di tifosi presenti, perlopiù i soliti frequentatori. “Non ce la faremo mai”, scuote la testa un anziano signore, cercando conferme nello sguardo del vicino, aggrappato alla rete mentre osserva in silenzio la squadra svolgere gli esercizi. La voce fuori dal coro è di un giovane tifoso, Giovanni, che invece scommette: “Vedrete a Siena… io ci credo”. Nella città del Palio invece, domenica sera, sarà un’autentica mission impossible: i giocatori sono i primi ad essere consapevoli che due partite non possono cancellare una stagione storta, che rimediare ormai è difficile, forse impossibile. Serena è deciso a puntare solo su chi offre determinate garanzie, il gruppo si è assottigliato. Perna, Santacroce, Musacci, Ceccarelli, La Camera, Buonaiuto, Sahman, Modesto: la lista dei separati in casa è sempre più lunga, per loro non c’è più posto, perchè a scendere in campo per battagliare in questi ultimi 180 minuti – questo il “Serena-pensiero” – ci andrà solo chi ci crede veramente. Chi scommetterebbe adesso su un colpo di coda, un sussulto d’orgoglio di questa squadra? Pochi, pochissimi. Aggrappiamoci a questo presagio: allenamento terminato, rimangono Osuji, Benedetti e Melchiorri. Willy ci prova: scommettiamo venti euro – dice ai compagni – che da qui colpisco la traversa? Traversa. A occhio stesse probabilità di salvezza per il Padova, chissà.

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