Padova-Pordenone, le pagelle: Diniz, Bucolo e Neto Pereira le note positive, molti i rimandati

Padova-Pordenone, le pagelle: Diniz, Bucolo e Neto Pereira le note positive, molti i rimandati

Petkovic 6: Una gran parata in tuffo su conclusione a giro di Valente al 6′, il gol subìto su cui poco o nulla si poteva fare e ben poco altro da segnalare nella sua gara.

Dionisi 5,5: Il solito lottatore instancabile che pecca però nel concedere troppa libertà  di crossare a Valente in occasione dell’azione che porta al gol del Pordenone. Meglio in fase di spinta.

Niccolini 6: Gara senza sbavature da parte del centrale fiorentino, che insieme al suo compagno di reparto Diniz controlla a dovere le iniziative di De Cenco e non si fa mai cogliere in controtempo dalle accelerazioni degli esterni neroverdi.

Diniz 6,5: Reduce da una settimana a dir poco movimentata e chiacchierata ed impiegato – a differenza di Mantova – sin dal 1′ al centro della retroguardia, offre una prestazione di spessore giganteggiando nel gioco aereo e anticipando sempre il diretto avversario. Provvidenziale la chiusura in scivolata su un De Cenco lanciato a rete al 67′.

Favalli 5,5: Prestazione macchiata dalla disattenzione che permette a Cattaneo, il suo avversario diretto, di portare in vantaggio il Pordenone pressoché indisturbato. Per il resto, dopo un primo tempo timido, di ambientamento, nella ripresa cerca di farsi notare maggiormente anche in fase di costruzione e di supporto alla manovra offensiva.

Ilari 5: Mezz’ala nel 4-3-1-2, esterno offensivo (suo ruolo prediletto) nel 4-2-3-1, ma la sostanza non cambia: poco incisivo quest’oggi, il numero sette biancoscudato non riesce mai a saltare l’uomo e ad apportare la consueta frizzantezza alla manovra apparendo a tratti piuttosto avulso dal gioco. Dovuta attenuante: i problemi fisici che lo hanno colpito in settimana costringendolo a restare “in forse” fino all’ultimo. Perché il vero Ilari è un altro, il pubblico biancoscudato lo sa.

Bucolo 6,5: La nota positiva della giornata. Corre, lotta, recupera palloni, imposta il gioco (e anche bene), cerca più volte la conclusione dalla distanza: davvero un centrocampista completo. Uno di quei giocatori che in una categoria tosta ed arcigna come la Lega Pro servono come il pane. Avanti così.

Giandonato 5: Alterna (pochi) buoni spunti ad imprecisioni che non ci si attende da uno con le sue qualità  tecniche e che fanno mugugnare più di qualche tifoso sugli spalti. Poco in evidenza da mezz’ala nei primi 30′, Parlato dopo la mezz’ora lo sposta in cabina di regia sperando in un miglioramento della situazione. Ma invano. Seconda gara consecutiva in biancoscudato non troppo convincente per il centrocampista scuola Juve.

(dal 57′ Ramadani) 5,5: Parlato lo butta nella mischia in un secondo tempo in cui la confusione la fa da padrona nella manovra biancoscudata. Ma le sue caratteristiche non sono le più indicate per fornire fosforo in mezzo al campo, anzi, in tribuna c’è già  qualcuno che inizia a soprannominarlo Randellani…

Cunico 5,5: Non riesce ad “accendere la luce” trovando il pertugio giusto per imbeccare Neto Pereira ed Altinier. L’impegno c’è, purtroppo i risultati meno, complice la buona organizzazione difensiva degli ospiti.

(dal 75′ Bearzotti) 6: Vivace e propositivo, offre buona linfa alle avanzate biancoscudate nel corso dell’ultima parte di gara. Bell’esordio.

Neto Pereira 6,5: Gli spunti sono quelli giusti sia per andare alla conclusione che per cercare il servizio verso i compagni. Riconferma di poter fare la differenza da un momento all’altro in questa categoria, ma predica nel deserto.

Altinier 5: Lo si vede poco, troppo poco. Chiamato a sferrare la zampata giusta e a far alzare il baricentro della squadra, non riesce ad incidere per nulla sulla gara. D’accordo, sarà  stato poco servito, ma in certi casi dove non arriva il pallone dovrebbe arrivare l’istinto…

(dal 46′ Petrilli) 6: E’ sua l’occasione biancoscudata più ghiotta della gara su assist di Neto Pereira al 61′, ma Tomei è magistrale a respingere la sua conclusione chiudendogli totalmente lo specchio della porta. Entra da subito nel vivo della manovra ma il guizzo vincente non arriva. Peccato.

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