Padova sta tornando. Un piccolo, grande passo nella storia biancoscudata

Padova sta tornando. Un piccolo, grande passo nella storia biancoscudata

E’ un piccolo passo se raffrontato con imprese passate, ma è un grande, grandissimo passo nella storia del club. La giornata di Legnago deve restare, d’obbligo, negli annali biancoscudati alla pari di Cremona, Firenze, Busto Arsizio. Innanzitutto perchè non era scontato quest’estate che qualcuno si prendesse la briga di creare una nuova società, dopo il salto nel vuoto del Padova della coppia Cestaro-Penocchio. Secondo, che lo facesse così bene. A inizio campionato professavamo tutti pazienza, umiltà, spirito di sacrificio, ci ripetevamo che era necessario aspettare, chiudere gli occhi di fronte a eventuali errori della società, applaudire anche a un dribbling mal riuscito. E così abbiamo affrontato questa serie D, consapevoli di dover espiare peccati di altri, facendo un “atto di fede” nei confonti della nuova dirigenza, padovana certo, ma pur sempre sconosciuta. Passo dopo passo questi sconosciuti, invece, hanno saputo farsi prima apprezzare, poi amare. Hanno scelto in modo competente, ma anche con il cuore, hanno ragionato da imprenditori, da persone concrete che nel lavoro di tutti i giorni (le proprie aziende) hanno saputo creare qualcosa di importante e che hanno trasferito le stesse abilità nel calcio, a servizio di una città intera. Una città calcisticamente ferita e abbandonata da personaggi senza troppi scrupoli, colpevoli di aver messo cinicamente il proprio tornaconto personale davanti alla passione di migliaia di tifosi. Ora Padova si è rialzata, è pronta a tornare grande. Spinta dall’entusiasmo, dalla passione di una tifoseria che, la storia lo insegna e lo sta insegnando, non deve sentirsi seconda a nessuno.

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