Parlato: “Dobbiamo meritarci questa tifoseria. La squadra? Ora serve la giusta amalgama”

Parlato: “Dobbiamo meritarci questa tifoseria. La squadra? Ora serve la giusta amalgama”

A fine partita ha chiamato i giocatori, li ha radunati a centrocampo e ha detto loro: «Ragazzi, andate a salutare tutti i tifosi». E così il giocatori del Padova hanno fatto, a fine gara, raccogliendo l’applauso e i cori degli appassionati giunti fino ad Asiago per la prima amichevole stagionale. «Penso che oggi come oggi non siamo alla pari con questa tifoseria, il nostro obiettivo è cercare di raggiungere il loro livello quanto prima», le prime parole di Carmine Parlato. I cori se li è presi volentieri pure lui, a fine gara: «Quello che abbiamo visto intorno al campo è qualcosa di incredibilmente bello e stimolante, a oggi il confronto con la squadra lo vincono i tifosi. Il tifoso padovano è questo, lo sappiamo c’era solo da confermarlo: oggi ne abbiamo avuto la riprova». Al di là dell’8-0 finale, la prima uscita stagionale del Padova è stata comunque un inizio positivo: «Ho ricavato un’impressione positiva da questo test», spiega il tecnico biancoscudato, «Chiaro che il risultato conta poco perché in questo momento, e l’ho sempre detto in questi giorni, siamo in netto ritardo e bisogna solo continuare a lavorare. È stato un esordio positivo, mi spiace solo per l’infortunio ad un ragazzo (Alessio Mania, uscito per un forte colpo al ginocchio e portato in spogliatoio a braccia dai compagni, ndr) che adesso dovremo valutare con lo staff sanitario. Tutti hanno resistito fisicamente abbastanza bene, a dispetto dei grandi carichi di lavoro di questi giorni di ritiro, e solo nell’ultimo parziale da mezz’ora c’è stato un piccolo calo che considero fisiologico. È normale, ma la squadra ha dato il massimo ed è ciò che mi interessa di più». Un match che è servito, in ogni caso, anche a dare qualche certezza in più nella selezione dei giovani da tesserare: «Sicuramente dei punti di riferimento nella mia testa ci sono, ma la rosa è ancora abbastanza ridotta, e la valutazione dei giovani comporta qualche giorno di osservazione. Queste sono le nostre difficoltà in questo momento: la condizione fisica, la valutazione dei giovani e l’amalgama da trovare per un gruppo completamente nuovo. È il nostro mestiere, ci caliamo in questa situazione con la massima disponibilità». E sull’ipotesi che quella vista nel primo tempo sia la formazione più vicina all’undici titolare, Carmine Parlato taglia corto: «Da qui alla formazione titolare ne passa di acqua sotto i ponti. Ci sono 21 giocatori: chi pedala di più gioca, gli altri si siedono vicino a me».

 

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