Pea a 360°: “Padova mi è mancata moltissimo. Il derby sarà  una partita aperta, cercheremo di vincere. Cestaro? Unico, e su Carron e la dirigenza…”

Pea a 360°: “Padova mi è mancata moltissimo. Il derby sarà  una partita aperta, cercheremo di vincere. Cestaro? Unico, e su Carron e la dirigenza…”

Mister Fulvio Pea è stato l’ospite d’onore della nostra trasmissione. Tanti i temi affrontati, dall’esonero di dicembre alle difficoltà del momento passando per i rapporti con la dirigenza e con il presidente Cestaro. Infine una nota lieta: sarà presto padre di un bimbo.

Sulla classifica: “La stagione ha preso un’altra strada rispetto ad inizio anno, quindi dobbiamo adattarci velocemente. Le ultime partite di campionato sono simili alle prime, perché i valori tecnici vengono annullati completamente. In più nelle ultime partite, si gioca per fare punti al fine di arrivare ad uno scopo, che può essere salvezza o promozione. Ho dei ragazzi giovani e altri esperti, tutti molto intelligenti che hanno capito la situazione. Si stanno adeguando con grande professionalità al momento. Le prestazioni contro il Cesena e contro il Varese hanno dato la percezione di come i ragazzi si siano calati nella parte”.

Mancanza di qualità? “Secondo me la società ha fatto un buon lavoro: ha scelto dei giocatori giovani ed esperti buoni per una piazza importante come Padova. Ricordo che all’inizio il Padova si è trovato anche in quarta posizione. In quel periodo abbiamo fatto benissimo, andando oltre alle aspettative. Purtroppo poi nel corso dell’anno si sono verificate delle circostanze che non hanno aiutato la squadra”.

Sull’esonero: “I tre mesi passati lontano da Padova sono stati difficili. Padova mi è mancata in tutto, dalla squadra all’ambiente. Quando sono tornato, l’ho fatto con professionalità, rituffandomi con il massimo dell’entusiasmo e della serenità. Mi ritengo fortunato di aver avuto una seconda chance. Se il Sassuolo gode ancora del mio lavoro? Penso che grandi meriti vadano di sicuro al presidente Squinzi e all’allenatore, Di Francesco, che ha proseguito con successo il progetto della società, che in cinque anni ha raggiunto ottimi risultati”.

Sulle criticità a Padova e la difficoltà a lavorare bene: “Ho voltato pagina, e mi piace pensarla così: per me non è successo nulla. Io mi sono sempre affidato al campo. Ho sempre cercato di trasmettere ai ragazzi e a tutto lo staff il mio lavoro e la mia passione. Il campo è il vero giudice e penso che abbia risposto a tante domande che sono nate poi nel corso del tempo. Secondo me se ci sono dei problemi, i numeri della squadra diminuiscono. Durante la mia prima gestione, i numeri erano importanti e andavano bene. Poi non so se le cose non andavano più bene oppure le aspettative erano altre. Ora però bisogna pensare più ai fatti: il tempo è quasi scaduto, quindi bisogna risolvere i problemi per il bene del Calcio Padova, tutto il resto passa in secondo piano”.

I casi Anania e Piccioni? “Questi due ragazzi sono due grandi professionisti, come ce ne sono molti in tutta la società. Poi non so che cosa sia successo realmente. Domani rientra Cuffa, giovedì torneranno Galli e Piccioni, notizie positive visto che in questo momento abbiamo bisogno di esperienza. Iori? Iori ieri sera ha preso un duro colpo. I medici faranno di tutto per rimetterlo a disposizione al più presto, anche se si tratta di una contusione pesante in un punto del corpo particolare. La sua assenza peserà, perché è un ottimo giocatore, ma in rosa ce ne sono altrettanti e ci affideremo a loro. L’esperienza in un campionato come quello di serie B, è fondamentale, soprattutto se si ha in squadra ragazzi giovani che hanno bisogno di crescere ed imparare.”

Più esperienza in squadra grazie al mercato di Gennaio? “Secondo me si. Noi all’inizio siamo partiti con 18 giocatori nuovi, provenienti da culture differenti. Per questo le prime volte erano un po’ difficili, però la squadra cresceva costantemente. Grazie a giocatori di esperienza, il processo di integrazione e di maturazione a livello di squadra accelera.”

Il comportamento di Cestaro di ieri? “L’episodio lo sto vedendo ora qui. Il presidente è una persona focosa, passionale e se potesse caricarci tutti sulle spalle, ci porterebbe lui stesso all’obiettivo. Il suo amore per questa squadra è grandissimo. Anche lui sta soffrendo per circostanze un po’ infelici.”

Episodi a sfavore? “Gli episodi negativi, come quelli di ieri, sono poco felici, perché vanno a danneggiare la tua squadra, dopo che si è impegnata per uscire da una situazione difficile. I ragazzi ieri sono stati bravi a non demoralizzarsi, a pareggiare e di rischiare anche di vincere la partita.”

Un aggettivo per la Carron? Meravigliosa. Baraldi? Disponibile. De Vitis? È un ragazzo giovane che ha bisogno di crescere. Salvatori? Non ricordo di aver avuto grossi scontri con lui. E mi dispiace per le sue dimissioni. Per me ha fatto un buon lavoro scegliendo  i giocatori. Cestaro? Unico, sotto tutti i punti di vista. Lui e Squinzi hanno una grande cosa in comune: la passione per gli sport.

Ragazzi della primavera? Penso che allenarsi con giocatori della prima squadra sia motivo di orgoglio, ma soprattutto un modo per farli crescere. Essendo stato per diversi anni allenatore della primavera, penso che aggregarli con i più grandi sia un modo giusto per insegnare loro qualcosa.

Cittadella? Tutti gli anni presenta una squadra nuova, giovane riuscendo a sbalordire. Nel girone d’andata penso abbia espresso il miglior gioco, togliendosi anche qualche soddisfazione, ad esempio contro il Sassuolo.

Derby? Sarà una partita aperta, perché la voglia di vincere e di far punti è da ambo le parti. In campo ci saranno giocatori in grado di risolvere la partita in qualsiasi momento, anche se di tattica ce ne sarà solo in pochi momenti.

Foscarini? È da 9 anni nella stessa panchina. Grandi meriti a lui e anche all’intera società. Ma non sarei capace di intraprendere lo stesso cammino perché non so stare cosi tanti anni nello stesso posto.

Raimondi? È un giocatore con qualità importanti. Entra in qualsiasi momento e dà un apporto notevole alla squadra con la sua lucidità e freschezza. Spesso ha sbloccato partite, aiutandoci a ottenere i tre punti. Anche il gol di Bonazzoli di ieri è nato dopo una sua azione.

Farias e Cutolo? Sono due giocatori che hanno giocato moltissimo. È ovvio che può portare più vantaggi utilizzare certi giocatori in alcune fasi della partite. Aniello ha dato un grande aiuto alla squadra, ieri e spero sia modello per tutti: chi è in panchina non è una riserva, ma una risorsa.

Salvezza? Evitare i play-out è diventato il nostro obiettivo. Cercheremo di raggiungere la salvezza esprimendo un buon calcio e con una buona dose di fortuna. Ma di sicuro ce la faremo.

Il futuro della società e mio? Il mio lavoro deve portare entusiasmo e risultati, indipendentemente da cosi ci serbi il futuro. Non dobbiamo preoccuparci di cosa accadrà tra tre giorni o negli uffici della dirigenza, ma del nostro lavoro.

Tifosi? Domenica sono stati straordinari. Penso che mi porterò questo ricordo per sempre. In questo momento ci sarà bisogno anche di loro.  Noi vestiamo una maglia importante, speciale. Il motivo per cui cercai di fare le amichevoli all’Appiani è perché l’Appiani è la storia del Padova. Penso sia fondamentale avere il senso di appartenenza.

Vantaggiato? I giocatori vanno inseriti a seconda della squadra avversaria, cercando di sfruttare le caratteristiche dei propri giocatori. Contro il Varese c’era bisogno di un attaccante più rapido come Raimondi che di uno come Vantaggiato. Daniele è stato utilissimo contro Modena e Cesena”.

Una nota lieta svelata a fine trasmissione: “Sarò presto padre, ho saputo l’altro giorno che sarà un maschietto…”

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