Penocchio agli aspiranti ds: “Ruolo centrale nell’organizzazione di una società . Ecco il mio piano per il Padova”. E Marchetti svela un curioso aneddoto

Penocchio agli aspiranti ds: “Ruolo centrale nell’organizzazione di una società . Ecco il mio piano per il Padova”. E Marchetti svela un curioso aneddoto

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Il presidente del Padova Diego Penocchio e il dg del Cittadella Stefano Marchetti hanno partecipato questo pomeriggio a Marghera, presso la sede del Comitato Regionale Veneto di Calcio, al dibattito dal tema “Il ruolo trainante del professionismo ed il rapporto con i dilettanti nel sistema calcistico”, nella giornata conclusiva del corso A.Di.Se rivolto agli aspiranti direttori sportivi e collaboratori. Il patron biancoscudato ha parlato della centralità del ruolo del direttore sportivo nell’organizzazione della società, facendo poi riferimento alla sua esperienza padovana: “Mi è stato proposto il Padova – ha spiegato Penocchio davanti ai presenti – dall’advisor Mediobanca, che sapeva del mio interesse a diventare presidente. Il nostro obiettivo, mio e delle persone che lavorano con me, è quello di dare un grande impulso al settore giovanile, asset fondamentale delle moderne società di calcio. Eredito un costo di gestione pesante, ma mi avvalgo di un management di grande capacità e competenza. Sono molto contento delle persone che lavorano con me”. Penocchio si è poi detto rammaricato di aver trovato scarsa comprensione da parte di una frangia di tifosi che, puntualmente, lo contestano allo stadio, attribuendo esclusivamente alla sfortuna l’attuale posizione in classifica. “A Parma il clima era decisamente diverso, Padova è una piazza senza dubbio più calda” ha ammesso l’imprenditore bresciano. Sulle cifre del suo primo anno da presidente del Padova: “Sei, sette milioni sono sufficienti come costo gestione”. Un bel salto rispetto agli ultimi anni, quando i costi annuali del Padova si sono sempre aggirati tra i venti e i trenta milioni.

Curioso invece l’aneddoto svelato da Stefano Marchetti: “Mi proposi io come direttore sportivo all’allora presidente Angelo Gabrielli. All’inizio rifiutò non ritenendomi evidentemente all’altezza, salvo poi richiamarmi dopo qualche giorno. Forse perchè costavo poco” ha scherzato il dg del Cittadella.

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