Penocchio e Valentini vanno avanti, ipotesi serie D. Ecco il piano

Penocchio e Valentini vanno avanti, ipotesi serie D. Ecco il piano

Andrea Valentini, ieri in un’intervista, ha fatto intendere quello che potrebbe essere il piano per poter andare avanti comunque, auto-declassando la società in serie D ma senza farla fallire. Abbiamo cercato di ricostruirlo, questo piano, tenendo presente che, allo stato attuale delle cose, se il Calcio Padova continua ad esistere, con la propria prima squadra e il proprio settore giovanile, in pole position rimane sempre Diego Penocchio e tutti i discorsi fatti ieri al Pedrocchi, alla presenza degli avvocati Bonavina-Liccardo e Tognon avrebbero poco senso. Innanzitutto è bene chiarire una cosa: se l’attuale Calcio Padova (che ribadiamo non è fallito) decidesse di iscriversi in serie D, non sarà necessario pagare i debiti sportivi, ciò vale solo per le società che acquistono il titolo e subentrano. Per il Calcio Padova di Penocchio e Valentini (chiamiamolo così) basterà pagare 19.000 euro di iscrizione e presentare una fidejussione di 31.000 euro. Una volta iscritta la squadra ecco i tre punti fondamentali:

– gestione sportiva che non crei ulteriori perdite

– debiti stagione 13/14:

– debiti precedenti (gestione Cestaro)

Gestione sportiva che non crei ulteriori perdite. Il Padova declassato in D secondo questo piano dovrà avere una gestione molto attenta che permetta di chiudere più o meno in pari il proprio bilancio. Questo è possibile mantenendo il settore giovanile (ecco perchè se ne è parlato subito: il settore giovanile prima di tutto è una risorsa economica). Solo la scuola calcio (estate-inverno), secondo i nostri calcoli, può generare introiti per 300/400.000 euro annui. Ulteriori introiti arriverebbero dal cosiddetto premio-preparazione. I giocatori delle giovanili che si svincolano e vengono tesserati da squadre professionistiche generano un premio-preparazione al club nel quale sono cresciuti, il Padova appunto. Se, facendo un esempio. 40 giocatori tra le squadre giovanili attuali del Padova venissero acquistati da una società professionistica il guadagno sarebbe di 400.000 euro. Aggiungendo pubblicità e introiti di varia natura (tra cui i crediti in Lega che verrebbero sbloccati e  il ticketing) il Padova potrebbe non essere più in perdita e permettersi il costo della serie D (1,5 milioni circa per un campionato di vertice).

Debiti stagione 2013/14. Qualcuno però potrebbe dire: se il Padova non fallisce e viene solo declassato in serie D da Penocchio e Valentini, dovrà comunque far fronte ai debiti. Quegli stessi che hanno impedito il 15 luglio di iscrivere la squadra alla Lega Pro. Partiamo dai debiti generati nella stagione 2013/14, quella per intenderci con Diego Penocchio presidente. La maggiorparte di essi (circa 3,7 milioni) riguardano le mensilità in sospeso dei tesserati dell’area tecnica. Essendo la serie D un campionato non professionistico (con regolamento diverso dala Lega Pro), ci si può iscrivere lo stesso anche non avendo saldato gli stipendi in sospeso perchè solo una sentenza definitiva del collegio arbitrale constringerebbe il Padova a dover pagare gli stipendi prima di iscriversi, ma a quel punto se ne parlerebbe per fine maggio 2015. Nel frattempo Penocchio e Valentini proporranno una transazione ai giocatori: verrà pagato ad esempio il 25% dell’intera cifra (risparmiando così anche in tasse). Perchè i giocatori dovrebbero accettare? Perchè in caso di fallimento della società, i giocatori percepirebbero meno soldi (il fondo di garanzia dei giocatori professionistici copre fino a circa 80.000 euro) e perchè potrebbe essere utilizzato il “ricatto” morale: se volete bene al Padova, dovete farlo.

Debiti precedenti. E per quanto riguarda i debiti (ancora non quantificati) precedenti alla stagione Penocchio? Quelli, sembra, lasciati in eredità da Cestaro? In questo caso sarebbero debiti “buoni”, perchè contratti con soggetti, enti e istituzioni che non fanno fallire (i debiti di Cestaro sono probabilmente di natura bancaria, fiscale, o legati a controversie varie). Sono i debiti che hanno la maggior parte dei club italiani. Oltretutto il Padova in serie D con Penocchio e Valentini potrà contare, se non esistono clausole in merito come sembra, sulla famosa sponsorizzazione di Unicomm. Anche in questo caso Cestaro sarebbe quasi sotto ricatto morale: perchè dopo aver abbandonato il Padova non dovrebbe continuare a pagare la sua sponsorizzazione mensile?

Questo è il piano che porterebbe il Calcio Padova 1910 a continuare la sua attività, soltanto declassato di una categoria. Penocchio e Valentini avrebbero pensato a tutto, servirebbe solo l’appoggio e il sostegno della città (in senso lato, dagli sponsor, ai tifosi alle istituzioni).

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