Petkovic, dal Milan alla D: il portierino serbo che vuol ritornare grande

Petkovic, dal Milan alla D: il portierino serbo che vuol ritornare grande

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Ha respirato l’aria del calcio professionistico e ora il destino del Padova è nelle sue mani. Lazar Petkovic è il punto fermo tra i pali in questo avvio di stagione. Diciannove anni, serbo di Novi Sad, prima di approdare in biancoscudato ha indossato le maglie di Milan, Parma e Spezia. E proprio con i rossoneri allenati da Max Allegri è andato cinque volte in panchina in serie A. «Il club rossonero mi ha preso dopo un provino quando avevo quattordici anni – racconta Petkovic – Ho giocato negli allievi regionali e nazionali, nella Primavera e in prima squadra ho fatto cinque panchine: la prima volta con la Lazio all’Olimpico, poi con Udinese, Catania, Parma e Palermo. Anche fare riscaldamento davanti a 60-70 mila tifosi è un impatto forte, la prima volta avevo diciassette anni e mi sono emozionato. Il mio riferimento al Milan era Marco Amelia, mi ha dato sempre consigli e mi ha aiutato molto nella crescita». Altra parentesi allo Spezia. «Ero il terzo portiere in prima squadra con allenatore Mangia. Anche quella è stata una bella esperienza perché mi sono sempre allenato con loro e ho imparato molto». Ha un modello tra i professionisti? «Neuer del Bayern Monaco, mi piace perché si prende molte responsabilità».

Andiamo al presente che si chiama Padova. «Sono contento di essere qui, stiamo facendo bene e speriamo di proseguire su questa strada. Mi trovo ottimamente, è un gruppo compatto che ha voglia di vincere e di fare qualcosa di importante. Il mio obiettivo è vincere il campionato e tornare nei professionisti». Un flash su Parlato e su Zancopè. «Con entrambi va benissimo, passo molto più tempo con Zancopè essendo il preparatore dei portieri e mi sta aiutando molto. Quanto a Parlato è davvero bravo». Ripartire dal Padova è per lei una nuova sfida? «Padova è sempre una piazza importante, anche se quest’anno si parte da zero. Possiamo però rialzarci e fare grandi cose. Sono contento delle mie prestazioni anche se siamo solo all’inizio, e naturalmente si può sempre migliorare e fare ancora meglio». Restando al personale, aggiunge: «Il mio punto forte sono le uscite dato che sfrutto la mia altezza e lavoro molto su questo. Devo crescere invece sul piano dell’esperienza, sono ancora giovane». Domenica ha incassato il primo gol in campionato. «Potevo fare meglio, non ho letto benissimo la situazione. Ma da questo errore posso imparare e migliorare». Sul mercato la società è alla ricerca di un altro portiere: come vive questa situazione? «Tranquillamente, ogni giorno cerco sempre di dare il massimo negli allenamenti. È giusto che arrivi un altro collega, ne servono tre in squadra». Non manca una divagazione extra calcistica. «Non ho la fidanzata e vivo da solo a Padova. Quando possono vengono i miei genitori, sono venuti a vedermi anche allo stadio».

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