Petrilli, dall’incubo Martina al trionfo padovano: “L’anno scorso la Polizia ci doveva scortare. Lega Pro? E’ tutto un altro mondo. Ecco chi confermerei dei miei compagni…”

Petrilli, dall’incubo Martina al trionfo padovano: “L’anno scorso la Polizia ci doveva scortare. Lega Pro? E’ tutto un altro mondo. Ecco chi confermerei dei miei compagni…”

E’ uno dei nomi che mette d’accordo tutti i tifosi biancoscudati, che già stanno facendo la personale formazione in vista del campionato di Lega Pro. Nicola Petrilli, ovvero estro, fantasia e velocità, ospite di #PadovaNelCuore, ha parlato del suo recente passato, della cavalcata di quest’anno e del futuro: “Nella mia carriera ho giocato in piazze toste, come Crotone e Nocerina, dove ho vinto entrambe le annate, quindi c’era grande entusiasmo. Qui a Padova ho scoperto una grandissima passione. Se penso che l’anno scorso a Martina, dopo aver pareggiato qualche partita i tifosi ci hanno aspettato fuori dallo spogliatoio… la Polizia ci doveva scortare fino al pullman”. Sul match di domenica: “Ho giocato insieme a Gambino, gli dirò che con i primi caldi abbiamo festeggiato, poteva risparmiarsi quella battuta ma in fondo è una brava persona, l’ha detto in buona fede”. Sul futuro: “Fino al 30 maggio siamo qui, ancora non ci hanno detto nulla. Allenatore e direttore hanno rinnovato la settimana scorsa, ora decideranno che tipo di campionato fare. La Lega Pro? Tutto un altro mondo, posso dire che è un calcio totalmente diverso. In D il livello non è altissimo, molto basato sul fisico, in Lega Pro soprattutto il girone meridionale è una sorta di B2. Penso di poterla fare ancora. Ci sono molte differenze anche sui singoli giocatori, in Lega Pro trovi l’attaccante esperto che sbaglia molto meno, in D magari concedi cinque occasioni e l’attaccante le sbaglia tutte e cinque. Chi confermerei dei miei compagni? Dico solo un nome, Cunico. Ha qualità che gli permettono di giocare anche da fermo e ancora per tanti anni”.

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