Sala stampa Padova-Pescara, Serena: “Nello scontro diretto a Novara vorrei un pari”. Valentini: “Oggi c’erano osservatori per Vinicius”

Sala stampa Padova-Pescara, Serena: “Nello scontro diretto a Novara vorrei un pari”. Valentini: “Oggi c’erano osservatori per Vinicius”

Queste le dichiarazioni del post partita.

Serena: la classifica fa rabbia. Oggi abbiamo fatto il minimo sindacale per mantenere viva quella fiammella. Rammarico soprattutto per Castellammare, ma non è ancora il momento: la mia speranza è che tutto questo si possa ripetere la settimana prossima. Dobbiamo conquistare altre due vittorie, poi sappiamo che non dipende solo da noi. Quando si pensa di aver chiuso la partita e si subisce un gol ti spegni. Volevo dare continuità alla squadra di Terni nel secondo tempo, e poi pensavo che loro si disponessero in modo diverso. L’ultimo cambio invece l’ho fatto perché c’erano dei problemi con Kelic e volevo rimpolpare il centrocampo. Contestazione comprensibile, non siamo nella condizione di pretendere o chiedere qualcosa e hanno manifestato il loro dissenso pacificamente. Avevo detto ai ragazzi di stare uniti qualsiasi cosa avremmo trovato allo stadio. Non sapevamo nulla di Novara e Varese. Avevo visto il tabellone in campo ma non ho chiesto nulla. Ho chiesto ai miei solo di chiuderla per evitare di pagarla. Lo stadio semi vuoto non è piacevole, ma è comprensibile visto l’andamento del campionato. Novara-Varese? Vorrei un pari, ma noi dobbiamo pensare a fare il nostro. Moretti? Ha fatto partita e ha cercato delle giocate difficili. Forse non era il caso, ma se riuscivano eravamo qui ad applaudirlo. Ha fatto il suo e sono soddisfatto. Ho visto qualcosa di diverso, ma non da oggi. Per me è stato semplice preparare la partita perché a livello mentale se la sono preparata da soli.

Andrea Valentini: La contestazione dei tifosi non è partita da adesso ma da luglio, a tre partite dal termine ci sta ma in estate no. Politici? Durante questi dieci mesi ho parlato solo con Zampieri e due volte con Rossi, gli altri politici mai visti. Ci sta che in campagna elettorale si facciano vedere… La partita di oggi? Rimane un barlume di speranza, noi ora dobbiamo fare il nostro e abbiamo l’obbligo di crederci. Sono contento per il gol di Vinicius che oggi era seguito da vicino da osservatori importanti di squadre di serie A. La cessione della società? Sta a Penocchio decidere, è lui che ha acquistato il Padova. Se i tifosi volevano il Padova ai padovani, potevano svegliarsi prima. Per cedere la società c’è bisogno però che qualcuno faccia un’offerta che il presidente valuterà. Dopo le elezioni saremo disposti a parlare con chiunque, ma non saremo noi a fare il primo passo. Il mio futuro? Ho il contratto che scade il 30 giugno, se ci fossero le condizioni per continuare potrei rimanere. Penocchio? Vuole riportare il Padova in B, ma non so con chi.

Improta: Pagherei oro per salvarci e non giocare. Ho accusato la fatica delle ultime partite, ci stava la sostituzione con Di Matteo. La situazione rimane difficilissima, non ci resta che sperare. Il corteo di questa mattina? Tante critiche ce le meritiamo, i cori di contestazione e i fischi sono comprensibili. Una piazza come Padova pretende molto e noi dobbiamo soddisfarla. In questi ultimi mesi tante cose ci sono andate storte, noi a questa salvezza ci abbiamo sempre creduto ma non l’abbiamo dimostrato. È questa la nostra responsabilità più grande.

Cutolo: Gli applausi dei tifosi? È stato un bel regalo… Vuol dire che ho lasciato qualcosa. Sono stato legatissimo a questa piazza. I tifosi non meritano questa situazione ma finché c’è una fiammella di speranza occorre tenerla viva. 

 

 

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