Scade il Cda, tanti cambiamenti in vista nel Calcio Padova

Scade il Cda, tanti cambiamenti in vista nel Calcio Padova

Riportiamo parte dell’articolo pubblicato oggi su Il Mattino a firma Stefano Edel:

Mancano cinque partite al termine della stagione regolare in serie B e il Padova, rientrato nella parte sinistra della classifica, è tornato sulla linea di galleggiamento, sei punti sotto i playoff (dove la sesta, il Brescia, è a quota 53) e sei sopra i playout (Reggina, quint’ultima, posizionata a 41). Quando, in estate, si parlava di campionato tranquillo, magari prendendosi qualche soddisfazione, non si pensava forse ad una posizione come quella attuale? E Fulvio Pea, timoniere di una rosa infarcita di tante “belle speranze”, quasi tutte arrivate in prestito dalle squadre Primavera di club di serie A, non era stato preso proprio per questa ragione, ovverosia far crescere un gruppo di buoni giocatori, ma tutti da verificare, per poi scremare, a fine torneo, il materiale umano a disposizione e tenere gli elementi utili a completare il progetto per il prossimo campionato? Così si era detto, e così si stava facendo, sino a quando, a metà dicembre, qualcuno nella stanza dei bottoni ha finito con il perdere il senso della misura. La storia è troppo recente perché non sia nota a tutti, per cui inutile riassumerla. Agli amanti delle statistiche diamo solo due dati di riferimento per capire dove si è sbagliato: Pea, nella sua prima esperienza, aveva collezionato 28 punti (compresi i 2 della penalizzazione) in 19 giornate, che ora, dopo il richiamo all’ovile da parte di Cestaro, salgono a 33 in 24 gare, Colomba di punti ne ha messi insieme 14 in 13 incontri. Non ci vuole un genio a capire chi abbia reso meglio tra i due. Bilancio oneroso. Ma oggi, grazie ad una posizione in graduatoria decisamente più tranquilla e ad una ritrovata serenità e fiducia (anche se la jattura degli infortuni continua a perseguitare l’organico), la questione che merita di essere approfondita è quella societaria, con gli scenari che si sono succeduti in questo quadrimestre 2013 e con gli inevitabili cambiamenti, ovviamente non annunciati per il momento, che si registreranno in futuro nella stanza dei bottoni. Intanto partiamo da una scadenza temporale immediata: entro fine mese – la data di convocazione non è ancora stata comunicata – l’assemblea dei soci del Calcio Padova dovrà riunirsi per discutere e votare il bilancio societario. Rientrando nella galassia Unicomm, il documento fa riferimento all’intero anno solare 2012: contempla, dunque, costi e ricavi degli ultimi sei mesi (gennaio-giugno) della stagione agonistica 2011/12 e costi e ricavi dei primi sei (luglio-dicembre) dell’attuale, 2012/13. Abbiamo già scritto che alla voce “gestione” sarà affiancato un numero pesante, si parla di oltre 20 milioni di euro. Il che significa che anche in questa occasione patron Cestaro si farà carico di ripianare, di tasca propria, il disavanzo, per ripartire con i conti a posto. E non saranno 3-4 milioni di euro, ma probabilmente molti e molti di più. Cda da rinnovare. Con l’approvazione del rendiconto economico viene ad esaurirsi il mandato dell’attuale Consiglio d’amministrazione (Cestaro padre e figlio, Peghin, Carron, Baraldi e Sottovia), che resterà in carica sino alla nomina del nuovo, nomina che verrà fatta in occasione di un’altra assemblea dei soci (l’anno scorso si arrivò a fine luglio, quest’anno dovrebbe essere molto prima). Cosa succederà da qui in avanti lo sa solo Marcello Cestaro. È curioso, comunque, far notare come anche martedì sera il cavaliere e Barbara Carron si trovassero uno vicino all’altra a seguire, in cabina radio, la partita con il Crotone, mentre Lorenzo Cestaro, il direttore finanziario della Unicomm Walter Pulcini (che conta molto negli equilibri di Dueville) e il consigliere delegato dell’area tecnica Sergio Baraldi sedevano nelle prime file della tribuna vip, a debita distanza dal presidente. Sempre insieme comunque, tutt’e tre. Nuovo d.s. Cestaro ha preteso, e ottenuto, che intorno alla prima squadra, oltre a lui, ci siano solo Pea, il vice Tarozzi, il team manager Ronci e De Franceschi. Nessun altro, per cui Baraldi è ai margini. Ma il manager emiliano, che la “Fattori” non vuole più dopo le promesse (a vuoto) fatte in un incontro a porte chiuse con gli ultras a febbraio, potrebbe non uscire dal raggio d’azione del colosso della distribuzione alimentare: il suo contratto è con la Unicomm, poi viene il Padova, di cui è consigliere. Se, come sembra, Cestaro gli darà il benservito da ruoli e competenze all’interno del club biancoscudato, non è detto che avvenga altrettanto a Dueville. In ogni caso, non sarà lui a scegliere il nuovo direttore sportivo […] nè l’allenatore

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