Scommesse, lo “zingaro” Ilievski alla Gazzetta: “Se esiste un’organizzazione in Italia, il capo è Gervasoni”

Scommesse, lo “zingaro” Ilievski alla Gazzetta: “Se esiste un’organizzazione in Italia, il capo è Gervasoni”

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In un’intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport a firma Ceniti-Bianchi, ha parlato Ilievski, ritenuto dalla procura di Cremona, un membro della “Banda degli Zingari”. 

“Sì, incontravo i giocatori per avere informazioni sulle partite e poi scommettevo a colpo sicuro – si legge nell’intervista – Certo, a volte li pagavo per questo, ma non faccio parte di nessuna organizzazione: il denaro che offrivo era mio. A volte vincevo, ma poteva accadere anche il contrario. E allora rivolevo i soldi indietro. I giudici, però, mi accusano di tante cose non vere. Il 70 per cento di quello che si dice non è vero. Perché non mi costituisco? Ho visto troppe situazioni non corrette. Potrei farlo e sono disposto a sottopormi alla macchina della verità per dimostrare che non mento. Ma ormai giornali e tv mi hanno identificato come un boss. C’è troppa pressione mediatica, non ho nessuna garanzia di un processo corretto. Si scrive che avessi rapporti con giocatori di A e io non ne ho mai conosciuto nessuno. E poi i calciatori per uscire dal carcere hanno scaricato le responsabilità su me e Gegic. Ecco perché non mi muovo da Skopje, dove la legge mi protegge e non permette la mia estradizione. Però voglio dire la verità, desidero riavere la serenità nella mia famiglia. Ve l’ho detto. Sono un gambler, un giocatore d’azzardo compulsivo. Ecco perché sono anche disposto a pagare chi mi dà informazioni. I calciatori sono una fonte privilegiata. Io mi gioco 20-30 mila euro ogni week end. A volte vinco, a volte perdo, e molto. Solo per Inter- Novara ho perso 10 mila euro. Gegic a capo della banda degli zingari? Ridicolo. Gegic è una persona normalissima. E non esiste affatto una banda. Quali giocatori conosco personalmente? Ho incontrato Micolucci, poi una volta Carobbio. Ho incontrato anche Zamperini e Bellavista. Gervasoni,  è quello che gestisce tutto in Italia. E’ Gervasoni ad avere i contatti con i suoi colleghi. Lui ha chiamato centinaia di volte, non io. Mi vendeva informazioni. E sceglieva anche squadre e partite. Se esiste un’organizzazione in Italia, il capo è Gervasoni. Ora piange, ma è lui che tira le fila. Il denaro che offrivo era mio. Gegic non è un giocatore come me, scommette poche centinaia di euro. Quelli di Singapore non so chi siano. Cosa dico delle accuse di Zamperini, che sostiene di essere andato da Farina per corromperlo offrendo soldi nostri? So anche questa storia. Lo ripeto per l’ennesima volta: al massimo noi pagavamo per avere informazioni dirette. Lazio-Genoa e Lecce-Lazio sono state alterate da me e Gegic? Falso. Certo, sono stato a Roma e Lecce perché Zamperini mi aveva detto che si poteva ottenere qualche informazione per una scommessa. A Milano nell’albergo dei calciatori? Ero a Milano,ma non ho incontrato nessun giocatore. Non conosco giocatori di A. Ci ho provato, ma nessuno mi ha mai voluto incontrare. Masiello? Sì, Masiello l’ho visto. Mi dato un’informazione sbagliata per Palermo-Bari e una buona per Bologna-Bari. So anche chi sono Parisi, Marco Rossi, Bentivoglio e Padelli. Perché ho scelto l’Italia per quest’attività? I problemi del vostro calcio li conoscono tutti. Si sa che non è pulito. I giocatori che scommettono sono davvero tanti. Pochi in A, ma nelle altre serie sono la maggioranza. Vogliono fare la bella vita, come quelli di A, e hanno bisogno di soldi. Parlate di questa fantomatica banda degli zingari, ma vi posso assicurare che ci sono almeno due o tre organizzazioni reali che in Italia offrono soldi ai calciatori per truccare le partite. E spesso ci riescono. Ma non è il mio caso: ve lo giuro sui miei figli. Vorrei tornare e dire tutto, e Gegic tornerebbe con me. Ma dovrei avere garanzie, e la macchina della verità davanti”.

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