Thomassen, domani all’Euganeo tra passato e presente

Thomassen, domani all’Euganeo tra passato e presente

È tutto pronto per il grande abbraccio della città ai suoi eroi. Domani l’ultima partita, con il sogno nel cassetto di fare lo sgambetto all’Altovicentino e vendicare la sconfitta dell’andata a Valdagno, poi il bagno di folla sul palco allestito vicino allo stadio. I protagonisti dell’impresa di quest’anno vicini alle vecchie glorie del Padova che fu, quello che nel 2001 vinse ugualmente la quarta serie, anche se allora era C/2 e non dilettantismo. Non ci sarà l’elemento probabilmente più atteso, Felice Centofanti: l’ex centrocampista, che quell’anno fu anche il capocannoniere biancoscudato con 15 reti, non potrà essere presente poiché seguirà la figlia Martina, nazionale azzurra di ginnastica ritmica, impegnata in una gara. Ma ci saranno tanti altri protagonisti, a cominciare da Franco Varrella, l’allenatore che guidò quella cavalcata, che sarà affiancato da Andrea Bergamo, il capitano, e poi Daniele Gastaldello, Renzo Tasso, Alessandro Ferronato e Paolo Antonioli. Unica, nel suo genere, sarà però la doppia emozione di chi potrà dire di far parte sia dell’una che dell’altra compagine: Dan Thomassen, giovane promessa in rampa di lancio 14 anni fa e capitano morale del Padova di oggi, avrà l’onore di fare una doppia passerella che nessun altro potrà calcare. «Per quei pochi attimi mi prenderò l’onore di essere anche una vecchia gloria», sorride il difensore danese, «Per me sarà soprattutto l’occasione per vedere tanti amici, alcuni non li vedo da tantissimi anni». Padova-Altovicentino avrebbe dovuto essere la partita più importante della stagione, e invece… «E invece sarà la più bella, per noi. Da quando si era capito che il campionato sarebbe stato una corsa a due, tutti ci saremmo augurati di arrivarci in questa situazione. Sarà un giorno di festa, per chiudere in bellezza un campionato che sotto tanti punti di vista è stato di qualità altissima». Sinceramente: c’è una piccola rivincita che volete prendervi? «Non sarà una partita come le altre. Coviamo una piccola voglia di rivalsa: abbiamo vinto noi, vorremmo che anche gli scontri diretti alla fine dicessero quale delle due squadre è la più forte». Tra qualche anno, come ricorderà questo stagione? «È stata un’annata talmente particolare che credo sarà difficile riviverla qui a Padova. Porterò con me il ricordo di un meraviglioso rapporto tra squadra e città». Timori scongiurati per Lazar Petkovic: la risonanza al polso ha escluso infrazioni allo scafoide. Ultima rifinitura stamattina alle 10 all’Euganeo

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