I tifosi ci scrivono, l’angolo delle vostre opinioni

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Giacomo: La fotografia di oggi è un Amarcord… Un Amarcord calcistico che ora come ora fa molto male…

Il Padova è ultimo in classifica con un solo punto racimolato da inizio campionato e sembriamo essere in balia di una società che non ne capisce molto di pallone…Di ieri è la notizia dell’arrivo come allenatore di Bortolo Mutti…Ecco non vorrei entrare nel merito e commentare…vorrei solo che i tifosi come me vedendo l’immagine di questa maglia scovata oggi in mansarda,chiudessero gli occhi per un secondo e incominciassero a ripetere a memoria: BONAIUTI, GABRIELI, LALAS, ROSA, BALLERI, COPPOLA, KREEK, LONGHI, PELLIZZARO, PERRONE, GALDERISI, MANIERO, VLAOVIC…

(La foto della maglia con lo sponsor Vera la pubblichiamo qui, realizzata dal fotografo Giacomo Stecca) Ste.Via.

Alessio: Penocchio non ha gradito il punto di vista di Rossi? Io invece non gradisco l’inizio di campionato peggiore in 103 anni di storia del Padova. Che forse Penocchio abbia paura di dover illustrare all’amministrazione comunale il piano di investimenti strutturali che ha promesso al suo arrivo?

Franco: Penocchio ha la coda di paglia ! non è in grado di supportare una squadra di serie B ! quando ha acquistato la società ha fatto un passaggio con le forze politiche garantendo investimenti e progettualità alla presenza di Rossi e Cestaro, ora dopo tre mesi non ha tirato fuori un ghello e la squadra fa schifo !

Piergiorgio: Spett.le Redazione, vi ringrazio se vorrete pubblicare queste mie considerazioni alla luce di quanto sta succedendo al nostro Padova.

Sono tifoso del Padova dall’età di 10 anni, quando, per la prima volta mio padre mi portò all’Appiani. Da 37 anni tifo per la squadra della mia città natale e soffro, come tutti, in prima linea. Posso dire, con orgoglio, come tanti, “Io c’ero”. A Cremona, per esempio, l’anno della promozione in A, mi portai due accumulatori da auto sulle spalle dalla stazione ferroviaria allo stadio: servivano per alimentare le trombe con le quali si iniziavano i cori che gli ultras indirizzavano alla squadra.

L’intervento di Ivo Rossi ha destabilizzato ancor più un ambiente che è già caldo abbastanza e ha bisogno di tranquillità. La situazione è sotto gli occhi di tutti, non serve enfatizzare troppo i problemi che, tutti riconosciamo, ci sono e sono molto seri. Non serve, soprattutto, alimentare polemiche in questo modo.

Ho anche ascoltato l’intervento di Marotto, che stimo molto; capisco la sua posizione di imprenditore serio che, per amore verso questi colori, ha cercato di acquistare il Padova e non ci è riuscito per il comportamento scorretto di Baraldi e Cestaro. Penso che ci sia stato anche del pregiudizio nei suoi confronti.

La proprietà (fortunatamente) è cambiata e, come tutti sappiamo, ha trovato 15 mln di passivo. La gestione Cestaro, che pur ci ha regalato una promozione dalla Lega Pro alla Serie B, è stata caratterizzata da alti e bassi, da spese folli senza il raggiungimento degli obiettivi dichiarati ad ogni inizio stagione e, ultimamente, da un continuo fare e disfare. Spesso si è lasciato prendere la mano, proprio come qualche altro presidente che fa e disfa ogni due mesi. Cestaro non poteva più continuare così e il Padova aveva bisogno di imprenditori seri capaci di riportarci nel calcio che conta.

Sapiamo bene quanto, oggi, sia difficile trovare imprenditori che abbiano voglia di metterci i soldi e la faccia, che abbiamo le idee e la capacità, non solo finanziaria, per rilanciare una piazza come Padova e gettare il cuore oltre l’ostacolo.

Ritengo che Penocchio non sia uno stupido e nemmeno uno che si lancia in imprese senza possibilità di successo. Penocchio è una persona seria che, forse, deve ancora conoscere bene la piazza padovana e capire come rapportarsi, ma è una persona seria e determinata. Al suo arrivo ha fatto subito capire che si doveva voltare pagina e che la gestione della società avrebbe dovuto essere molto oculata. Sappiamo bene quanto le trattative per la vendita del Padova si siano dilungate, non certo a beneficio del programma di rilancio, visto che il tempo per ricostruire la squadra prima dell’inizio del campionato si è ridotto notevolmente. Si è arrivati lunghi a completare l’organico e questo, inevitabilmente, ha portato a costruire una squadra che non ha potuto amalgamarsi. Sono stati fatti molti errori (puntare su Vantaggiato, lasciare partire Anania e Cutolo, affidarsi ad un’allenatore senza esperienza, che comunque aveva disegnato una squadra e poi se n’è trovata un’altra); alcuni di questi errori si potevano evitare, altri sono il frutto dei vincoli e del ridotto budget a disposizione.

Siamo alla settima giornata di campionato e abbiamo un punto in classifica e due gol fatti. Fortunatamente non abbiamo il piede nella fossa, è ancora presto per ritenersi spacciati. E’ stato scelto un nuovo allenatore con molta esperienza, perché proprio l’esperienza serve in situazioni come questa, dove, per prima cosa, bisogna operare a livello psicologico sui giocatori, perché da loro deve ripartire la riscossa. Purtroppo Marcolin, per inesperienza, non è riuscito a motivare questa squadra.

Ora dobbiamo remare tutti verso la stessa direzione (come ha detto Mutti). Contestare troppo e con toni troppo accesi – e qui punto il dito anche sulla stampa locale – contribuisce a peggiorare le cose. I giocatori, la squadra, la società leggono i giornali, come tutti, e sentono il clima avverso. I giocatori, in primis, hanno bisogno di pensare solo al campo e alle indicazioni dell’allenatore. Ora dobbiamo, quindi, stare calmi e attendere che i leoni si risveglino. Non abbiamo una squadra di brocchi; per fare un buon campionato i nomi, sulla carta, ci sono. La cosa importante è che questi ragazzi capiscano che rialzarsi è possibile e dipende in gran parte da loro, perché, prima di tutto, serve fame, determinazione, concentrazione, cattiveria agonistica, freddezza sotto porta.

Sia chiaro, non voglio difendere nessuno ne il presidente e il suo staff, ne i giocatori. Mi limito ad osservare ed esorto tutti (tifosi, giornalisti, ecc.) a prenderne coscienza, che, in una situazione molto critica come questa, in una piazza esigente e ricca di tradizione calcistica come Padova, è meglio gettare acqua sul fuoco, piuttosto che benzina. In questo momento servono un po’ di pazienza da parte di tutti, toni pacati e nervi saldi. Qualsiasi altra strada è sbagliata e non porta a nessun risultato.

Ripartiamo, dunque, con la speranza nel cuore e stringiamoci tutti attorno a questa squadra che, ora, deve prendersi le sue responsabilità e portaci fuori da questa situazione, perché è vero che “Il Padova siamo noi”, siamo noi che tifiamo questi colori da quando siamo nati, che soffriamo e che, nonostante le bruttissime prestazioni, siamo orgogliosi di essere padovani, ma è anche vero che in campo ci vanno loro. Per questa volta lasciamo da parte l’atteggiamento dei disfattisti, non accaniamoci contro chi la preso in mano il timone da poco e aiutiamo questi ragazzi sospingendoli in campo, come abbiamo sempre fatto, verso la vittoria. “Il Padova siamo noi” e questa squadra, forse, non l’ha ancora capito. I momenti difficili ci sono per tutti, ma si possono superare, restando uniti.

FORZA PADOVA!!!!!

Lele: Caro Stefano, prima di tutto grazie ancora per aver creato questo punto d’incontro per tutti noi tifosi, altro che quello spocchioso che sgrida i lettori perchè non leggono con attenzione le sue boiate. Volevo fare una considerazione sulla scelta dell’allenatore: ancora dettata dalle ristrettezze economiche in cui versa la nuova società. Mutti, dopo la squalifica per calcioscommesse, era praticamente fuori dal giro. Quanto pensate possa aver chiesto come stipendio? Se vuoi vincere, se vuoi provare a risollevarti prendi Cosmi, o Pea, o qualche altro… non Mutti. Mutti significa Lega Pro.

Renato:  In effetti i risultati ottenuti finora dalla nostra squadra scoraggiano anche il tifoso più ottimista. Tale stato d’animo è suffragato dai media e dal nuovo allenatore Mutti: organico mediocre; attacco poco consistente, anche nel periodo pre-infortuni dello stesso; campagna acquisti sottotono; Mutti sostiene che possiamo lottare con altre sette-otto squadre (e le altre quattordi-quindici dove le mettiamo?). Possibile che dalla nuova società siano stati commessi così tanti errori e tutto nello stesso tempo? Ma era proprio necessario ripartire quasi da zero, sostituendo l’organico buono preesistente con un altro così mediocre? In cuor mio, una flebile speranza c’è ancora, altrimenti che tifoso sarei? Cari Penocchio e soci, avete fatto un ingresso in società in pompa magna ma forse era meglio entrarci con maggiore umiltà e realismo ovvero rifondare il Calcio Padova con la gradualità necessaria. Quanto mi manca il signor Cestaro e i suo mirabile entusiasmo, se solo fosse stato un po’ più fortunato nella sceglielta dello staff! 

Claudio: Ho appena finito di guardare il video di Morotto, condivido molto di quello che dice soprattutto sul concetto della passione. Oggi come non mai si è esposto su trattative e quantaltro che ha avuto per rilevare la società. Non sarebbe il caso di fare un po più luce sull’argomento?

Ho la sensazione che non venga molto considerato. Perché?  

Mirco: Caro direttore, pensi sia possibile un ritorno di Marcello Cestaro alla guida del Padova?

(E’ difficile, ma è un’ipotesi da non escludere) Ste.Via.

Gianni: Sono praticamente sicuro che Penocchio non detiene il 49 per cento del Padova. E’ possibile sapere qualcosa di più in merito?

Al momento no, aspettiamo prossima assemblea dei soci. In teoria, ripeto in teoria, il Calcio Padova è diviso tra il 51% di Unicomm e il 49% di Diego Penocchio (Ste.Via.)

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