I tifosi ci scrivono: lo stadio Appiani è un sogno

I tifosi ci scrivono: lo stadio Appiani è un sogno

L’angolo delle vostre opinioni, scriveteci a info@padovasport.tv oppure sulla nostra pagina facebook:

Riceviamo e pubblichiamo dall’avvocato Mario Liccardo:

Mario Liccardo: Stefano, vedo il Tuo intervento sullo stadio, che riporta anche l’opinione sull’Appiani di Michele Toniato, che ha avuto il merito di battersi per una parziale ristrutturazione e renderlo almeno agibile sia pure con capienza limitata. Credo però che bisogna mettere un po’ di ordine sulla questione, onde evitare ulteriori confusioni in un momento in cui  i tifosi biancoscudati – ancora sconcertati e demoralizzati per la fine del Calcio Padova spa  e pur rinfrancati dalla nascita della nuova società – navigano a vista fra attese e speranze, ansie e timori.

Dunque, piacerebbe a tutti ovviamente, ma è impossibile l’Appiani, in quanto abilitato credo per soli 500 spettatori, comunque meno di 1.000, e  credo che tutti si augurino che gli spettatori del Nuovo Padova saranno domenicalmente molti di più, anche se in serie D. Morale: l’Appiani ritengo sia utilizzabile solo per allenamenti e giovanili.

Piuttosto mi pare un po’ superficiale l’approccio di molti sostenitori del Plebiscito quale sede delle partite della prima squadra, ragionando solo sulla maggior vicinanza delle tribune al campo di gioco.

Io sono contrario per moltissime ragioni : stato del terreno, viabilità di accesso e deflusso, parcheggi. E sopratutto perchè – anche se, come tutti, non amo l’Euganeo com’è fatto (a suo tempo mi ero invano opposto) – bisogna che ci mettiamo in testa che quella è e sarà la nostra casa, ed oggi è occupata (“abusivamente” se vera – come ho letto da qualche parte – la morosità della società di Penocchio nel pagamento dei canoni) da chi non ci rappresenta più e va fatto sloggiare al Comune al più presto. Così lì ci sarà lo spazio perché si insedi la nuova società biancoscudata, lì c’è il Museo, lì – dato che  sarà ospitato  anche il San Paolo – le 2 società potranno dividersi i costi di gestione con vantaggio reciproco.

Questo per l’immediato, ma l’ obiettivo a medio termine deve essere quello di trovare il modo di arrivare alla radicale ristrutturazione di un Euganeo “solo per il calcio”. Ma come ci si può arrivare, sapendo a priori che è escluso l’impiego di risorse  pubbliche allo scopo e la neonata società biancoscudata sta già facendo un mezzo miracolo, gestendo un’emergenza, lottando contro il tempo e varando un programma tecnico-sportivo che sarà comunque condizionato dalle risorse esistenti ?

Non ho dubbi: nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, va rafforzata la nuova società, coagulando ulteriori persone e aziende attorno ad un progetto strutturale che miri a fare del nuovo Calcio Padova, nel prosieguo, una società solida, con alcuni azionisti “forti” ed uno zoccolo di partecipazione azionaria più diffusa, garante del controllo di “padovanità” che eviti il riprodursi dei vari Farina, Viganò e Penocchio.

E sono convinto che all’interno di un progetto di questo genere potrà spuntare, appunto,  anche la soluzione (privatistica) di un Euganeo radicalmente ristrutturato “solo per il calcio”, grazie anche alla legge sugli stadi.

Comunque, un passo alla volta, piedi per terra; ma proviamo a crederci, tutti, guardando lontano.

Magari, come si dice, non tutto il male viene per nuocere  e  potremmo essere all’alba di un nuovo secolo biancoscudato ricco di soddisfazioni, forza Padova !

Intanto Bitonci potrebbe approvare il finanziamento e dare il via ai lavori… (Ste.Via.)

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy