All’Euganeo… gli avversari non giocano!

All’Euganeo… gli avversari non giocano!

Allenatore di calcio, opinionista sportivo, consulente calcistico

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e poi magari rischiano di vincere.

Padova con il 4-3-3 e ancora una formazione diversa per Calori che cambia anche modulo dal 3-5-2 visto con l’Albinoleffe. Difesa con Crespo a dx e Renzetti a sx, Cesar e Portin centrali. Centrocampo a 3 con Ronaldo centrale, Cuffa a dx e Bovo a sx. De Paula centravanti con Vantaggiato a sx e Di Nardo a dx.

Piacenza con il 4-4-2 che poi diventerà nel corso della partita un 4-5-1.

Si fa fatica a far gol e quindi Calori gira l’attacco tenendo come punto fermo il solo Vantaggiato.

Le capisco queste cose… si prova! C’è la voglia di sperare che la novità porti bene e che un’attaccante si svegli, ma c’è anche il rovescio della medaglia: troppa rotazione non porta coesione e attaccanti nuovi con poca gamba fanno fatica.

Pronti via e i due centrali del Piacenza non si intendono: ne nasce un retropassaggio corto sul quale si avventa De Paula che solo davanti al portiere calcia clamorosamente a lato. Mi dispiace per questo ragazzo dotato di un fisico eccezionale e di una corsa imperiosa, aveva bisogno del gol e un errore cosi ti può condizionare la partita. Dopo

pochi minuti del secondo tempo verrà sostituito e ‘beccato’ dal pubblico.

Il padova fa la partita e il piacenza aspetta. A mio modo di vedere però sbagliamo una cosa… quando impostiamo dalle retrovia nella nostra metà campo spesso cerchiamo il lancio lungo per l’attacco… e son palloni troppo difficili da gestire. Viceversa se giochiamo nella loro metà campo tentiamo fraseggi rasoterra e si vede un gioco

migliore.

Intorno al 30′ il Piacenza non si fida, pensa a distruggere e la partita diventa nervosa e contratta.

Bisogna aspettare il 36′ per vedere una ripartenza Piacenza con Cacia che tira in diagonale e Cano che para a terra.

Aumenta la pressione il Padova e la difesa del Piacenza mostra qualche affanno, rimangono però solo le conclusioni da fuori da distanze ragguardevoli, compresi i calci piazzati dai 25-30 mt che ci ostiniamo a tirare con Vantaggiato.

Il pubblico mostra segnali di sofferenza.

Al 45′ su traversone di Crespo, Di nardo si fa trovare pronto ma il colpo di testa è ‘sporco’ e la palla finisce a lato, poco prima lo stesso Di Nardo aveva concluso male da buona posizione. Avrebbe meritato il gol sto ragazzo che ad inizio partita è stato premiato dal presidente per le 100 partite con la maglia del Padova.

Nessun cambio all’intervallo e Padova perennemente nella metà campo avversaria, il Piacenza difende in 10 e lascia il solo Cacia davanti. Allora Calori prova la svolta: fuori De Paula e dentro Ardemagni e poco dopo dentro anche El Shaarawy al posto di Di Nardo. Ci si aspetta il Padova con il tre quartista e invece rimane a tre punte con ‘il faraone’ a sx.

Il padova gioca fino ai 30 mt, ma non si entra e si tira da Fuori. Però c’è crescita… Ardemgni lotta e tiene palla, El Shaarawy è molto mobile e crea gioco!

Ci sono anche 25′ minuti per Italiano con Ronaldo che deve uscire per problemi ad un polpaccio.

Ora si entra anche in area e Calori prova anche il 4-2-3-1 con Bovo e Italiano davanti alla difesa, Ardemagni punta El Shaarawy a sx, Cuffa a dx e Vantaggiato in seconda battuta.

E’ un buon Padova, ma c’è anche il rischio della beffa come già successo con la Triestina: al 43′ Portin sbaglia l’intervento in malinteso con Cesar, la palla rimane a Cacia che però conclude male e Cano ci mette una pezza.

C’è ancora il tempo per un paio di punizioni che Vantaggiato si ostina a calciare in barriera e alto.

Calori dice che è un momento così, che le cose sono provate in settimana, non si va per tentativi.

Io dico che all’Euganeo succede sempre la stessa cosa: gli avversari qui non vengono per giocare ma per addormentare la partita, bisogna trovare il modo di stanarli e mettere dentro qualche pallone.

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