ARRIGONI-SABATINI 1-2. E FINALMENTE E’ SALVEZZA

ARRIGONI-SABATINI 1-2. E FINALMENTE E’ SALVEZZA

Nato a Padova l’11 ottobre 1975. Prima firma della pagina sportiva del Corriere del Veneto e telecronista di Dahlia Tv per il campionato di serie A. Ha collaborato con Il Corriere dello Sport, Il Mattino di Napoli, RTL 102.5, Sky, Gioco Calcio e La7.

E venne il giorno della salvezza. Avevo cominciato l’ultimo punto con un titolo: Arrigoni – Sabatini 1-0. Aggiorno subito il punteggio: Arrigoni – Sabatini 1-2 e stavolta è un verdetto definitivo, inappellabile. Stavolta ci sono addirittura tre unghiate che spingono all’inferno l’allenatore che disse no al Padova a febbraio, guarda un po’ quando il presidente Cestaro lo aveva chiamato per sostituire proprio Sabatini. Ma sul campo al Rocco il Padova è largamente il migliore visto nel corso della stagione: superbo, concentrato, lucido, cuore e mente oltre l’ostacolo. E’ dunque finalmente salvezza, dopo indicibili sofferenze, dopo infinite contraddizioni e tanti, troppi errori su cui ci sarà tempo e modo di riflettere. Ma quel che conta è che il verdetto finale (Triestina – Padova 0-3), oltre a rendere merito e onore alla squadra che ha meritato di più, consegni un’altra chance in serie B a una società che dovrà per forza imparare dagli sbagli commessi quest’anno. Credeteci, il bilancio non può essere positivo, ma contava salvare la pelle. Da oggi in poi si pensa al futuro e chissà che finalmente il presidente Cestaro abbia capito che per vincere servono una politica societaria coerente e uomini che dietro la scrivania facciano da scudo ai giocatori e che conoscano il mondo del calcio. Sugli scudi, nella partita dell’anno, finalmente ecco Vantaggiato, autore di una prova monstre, il solito Cuffa, Bonaventura, Agliardi, ma è tutta la squadra a giocare con il cuore e con la mente lucida dal primo al novantesimo. E la maglia gialla, quella indimenticabile della vittoria promozione di Busto Arsizio, d’ora in avanti diverrà una sorta di pozione magica da estrarre nei momenti più difficili. Verrebbe da chiedersi se per caso non esistano due Padova che convivono nella stessa città. Il primo è quello irritante e confuso che tante volte si è visto nel corso della stagione e che ha fatto disperare i propri tifosi. Poi c’è il fratello gemello, quello che fa esaltare i 2600 accorsi con ogni mezzo a Trieste e che si presenta in abito da sera nello stadio che fu del Paròn Nereo Rocco. Ecco una squadra che gioca, che segna, che (stra)vince 3-0, che si prende la salvezza e che se la porta via più che meritatamente. Segna Vantaggiato, poi il bis magnifico di Cuffa e il tris di Bonaventura. È l’apoteosi. Prendete fiato e sedetevi: la sofferenza è finita.

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