Gli esperimenti di Dal Canto si rivelano vincenti

Gli esperimenti di Dal Canto si rivelano vincenti

Allenatore di calcio, opinionista sportivo, consulente calcistico

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L’avversario di questo quarto turno è il Bari: altra squadra molto blasonata dal recente passato in massima serie. Dal Canto conferma Trevisan nel ruolo di centrale e Legati a destra, con Schiavi in mezzo e Renzatti a sinistra. Pellizzoli in porta. A centrocampo riconfermati Cuffa e Marcolini, il mister ripresenta Milanetto al posto di Italiano. Davanti attacco inedito con Ruopolo punta centrale, Dramè (buon periodo per lui) a destra e Cacia in campo dal primo minuto largo a sinistra.

Il Bari si presenta in modo speculare: 4-3-3 con Lamanna in porta, Crescenzi a destra e Garofalo a sinistra, coppia centrale Borghese e Dos Santos. Nei 3 di centocampo l’ottimo Donati play davanti alla difesa, De Falco interno sinistro e Kopunek interno di destra. In attacco con la punta centrale Marotta, va Bogliacino a sinistra. Per il ruolo di attaccante destro troviamo una vecchia conoscenza del Padova, quel Marcos De Paula che dopo le fatiche iniziali era riuscito a farsi benvolere dai tifosi patavini.

Il Padova tenta di far gioco e di incanalare la partita. Al quarto d’ora circa sblocca il risultato con un gran colpo di testa di Trevisan: il centrale ha ripagato appieno la fiducia di Dal Canto, il quale a fine partita ha avuto parole di elogio per questo ragazzo che è stato sul mercato fino all’ultimo giorno, ma che si è comportato in modo perfetto (ha usato proprio questa parola) sotto tutti gli aspetti. Dal punto di vista tecnico è un po’ in difficolta con il destro, ma si dà sempre tutto anima e corpo, mettendoci anche la faccia!

Per il Padova ancora un gol su calcio piazzato: abbiamo chi li sa calciare e chi li sa concludere e le palle inattive per chi fa calcio sono fondamentali.

Il Bari si scuote e dopo qualche minuto dallo svantaggio rialza la testa e comincia ad alzare il baricentro verso la metà campo Padova. La difesa prende le misure e gli attaccanti del Padova non trovano ‘sbocchi’. Dall’altra parte l’attacco del Bari sembra un po’ ‘scollato’ e i tre non riescono a dialogare tra loro, vivendo di spunti isolati su servizi dalle retrovia. Il Padova non ci sta e riprende il fraseggio a centrocampo con i suoi uomini chiave Marcolini e Milanetto supportati da un ottimo Cuffa (che mostra di meritare la maglia da titolare, come Dramè)

Cacia largo a sinistra non è nella sua posizione ideale, ma Dal Canto dice che lui può adattarsi a questo ruolo, si impegna molto e cerca la penetrazione in profondità saltando l’uomo di prepotenza: due sue galoppate sul finire del tempo portano due ammoniti tra i difensori Bari.

A mio avviso il Bari temeva le ripartenza del Padova, per cui Torrente ha impostato la partita giocando molto basso, lasciando sguarniti gli attaccanti; Bogliaccino infatti nei tre davanti è centrocampista ed è come se il Bari avesse giocato ad due punte.

Nel secondo tempo il Bari (causa anche il gol subito) si alza, il Padova arretra un po’ il baricentro, e la partita si sposta di un 20 metri verso la difesa del Padova. Si riscaldano gli animi, e un battibecco violento a metà campo costano l’ammonizione a Cuffa e Dramè, coinvolgendo anche De Paula poi ripreso dal pubblico. Il Bari continua a premere, ma i portieri restano senza parate e ci sono ancora ammoniti! In questa fase del secondo tempo ho visto un ottimo Marcolini e tutta la sua esperienza.

Nel dopo gara allenatori ‘tirati’ ma soddisfatti.

Torrente perchè ha visto un Bari in crescita rispetto alla sconfitta in casa del turno precedente. La sua squadra è stata costruita fino all’ultimo giorno, sapeva della forza del Padova, e ha deciso il tutto solo una palla inattiva.

Dal Canto dice che il Padova ha giocato un ottimo primo tempo e ha dimostrato di essere squadra da B.

Ora un bel derby dal sapore antico Verona-Padova!

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