IL PADOVA HA BISOGNO DEI SUOI TIFOSI

IL PADOVA HA BISOGNO DEI SUOI TIFOSI

Giornalista de “La Gazzetta dello Sport”, responsabile serie B, Lega Pro e Dilettanti

Un anno fa, domenica 26 aprile. Il Padova vince a Crema, su uno dei campi più difficili del girone, infila il terzo successo consecutivo e prepara l’aggancio ai playoff, che si materializzerà una settimana dopo con il successo sul Lecco. Era il Padova rilanciato dal ritorno di Carlo Sabatini, trasformato dopo una stagione balbettante, carico per andare a vincere gli spareggi promozione e salire in serie B.

Oggi quella serie B è da difendere, ma il Padova non è carico allo stesso modo. O almeno, non lo è ancora. Chissà cosa disse alla squadra Sabatini dopo il suo ritorno, chissà quali bulloni aggiustò per far girare a mille il motore biancoscudato. Lui lo sa e adesso, nuovamente richiamato per inseguire un’impresa, sta cercando di registrarli un’altra volta. Perché l’obiettivo è lo stesso.

Cambiano le categorie, cambiano gli scenari, cambiano gli avversari, ma la prospettiva è sempre uguale. E il motore pure. Là, dentro quello spogliatoio, Sabatini sta lavorando su quel motore, che oggi non ha solo qualche bullone da avvitare: servono olio per lubrificarlo e anche pezzi di ricambio.

Gli errori fatti ormai sono evidenti, ma devono appartenere al passato. E’ inutile oggi girare il coltello nella ferita. Il motore è quello, la squadra è così: va ricaricata e va modificata sfruttando le (tante) alternative che dispone. In 6 partite bisogna conquistare la salvezza a tutti i costi e per farcela occorrono almeno 12 punti. E Sabatini, tra gli altri, ha ancora a disposizione tre dei protagonisti della promozione dalla Prima divisione.

Ricordate, un anno fa, di questi tempi, come stavano Bovo, Patrascu e Di Nardo? Erano stati loro i principali trascinatori verso la serie B. Le cavalcate di Bovo, il cervello di Patrascu (per non parlare della punizione di Ravenna) e il fiuto del gol di Di Nardo, grande protagonista soprattutto sul campo della Pro Patria. Proprio loro, tre della vecchia guardia, adesso potrebbe far rivivere la favolosa primavera 2009. Ma non solo.

Questo Padova ha bisogno di Padova. Le migliaia di tifosi che la notte del 21 giugno erano a Prato della Valle ad attendere la squadra di rientro da Busto Arsizio, dove sono oggi? Non erano tutti felici per quella serie B appena riportata a casa? Ecco, anche loro oggi devono dare un mano per non farsela più portare via. Migliaia di tifosi, mica duecento. Tra le squadre in corsa per la salvezza, nessuna può contare su un pubblico del genere. E se vogliamo, nemmeno su una società del genere, unica tra le pericolanti a non essere indicata tra le meno virtuose.

Una società e una squadra che oggi meritano soltanto sostegno, per poter tenere Padova in una categoria decorosa e degna di questa città. Per i processi, per le accuse, per le polemiche, dopo ci sarà tanto tempo. Com’è giusto che sia. Ma guai a sprecare questa occasione, guai ad avvelenare il clima in questo delicatissimo momento. La squadra ha le qualità tecniche per salvarsi, ma oggi è smarrita e impaurita, non è nelle condizioni migliori per farcela. Va aiutata. Va sostenuta. Per il bene del calcio a Padova. Perché se dovesse andare male, se il motore dovesse grippare, sarà molto dura rimetterlo in moto.

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