L’analisi di Baldin: Cittadella all’ultimo respiro!

L’analisi di Baldin: Cittadella all’ultimo respiro!

Allenatore di calcio e opinionista

di Redazione PadovaSport.TV

Partita di cartello al Tombolato!

Mister Venturato schiera il suo Cittadella nel classico 4-3-1-2 con Alfonso tra i pali e linea a quattro dietro con Salvi, Scaglia, Pascali e Donazzan. Nel rombo di centrocampo regia bassa a Iori e regia alta a Chiaretti, esterno di destra Schenetti e di sinistra Bobb. Terminali offensivi davanti Litteri-Jellow. 

Mister Gregucci schiera l’Alessandria in un 4-3-3 anomalo con Nordi tra i pali, i quattro dietro sono Celjak, Morero, Sosa e Sabato. Centrale di centrocampo Mezavilla, i due interni sono Nicco a destra e Branca a sinistra. Bocalon punta centrale, esterni d’attacco a destra Marras e a sinistra Fischnaller.

Dicevo 4-3-3 anomalo perche l’Alessandria pensa ad occupare tutti gli spazi difensivi nella propria metà campo trasformandosi in un 4-5-1 di fatto lasciando troppo spesso isolato Bocalon.

Marcature ‘rocciose’ sempre al limite del regolamento non permettono al Cittadella di trovare fluidità di manovra e ne esce una partita quasi dormiente che da il senso di qualcosa di incompiuto. Entrambe le squadre mostrano palleggio sia in verticale che in orizzontale e cosi vola via il primo tempo.

Ci pesa Litteri a svegliare la partita ad inizio ripresa quando al 7′ imbeccato in verticale su una palla recuperata a centrocampo trafigge di potenza in diagonale Nordi. Peccato solo che Schenetti 10′ più tardi non riesca a chiudere l’incontro incrociando troppo il diagonale.

A questo punto Mister Gregucci deve osare passando di fatto in 4-2-4: mette Iunco esterno alto a sinistra, Marconi che affianca Bocalon davanti, mentre Marras rimane esterno alto a destra.

La variante, soprattutto per la dinamicità di Iunco, produce folate d’attacco e palle dentro. Su una di queste l’arbitro concede un rigore ‘generoso’ che Bocalon non sbaglia.

Sembra che le squadre possano accontentarsi, ma Venturato si gioca la carta Sgrigna e subito dopo quella Minesso, cambiando gli interpreti ma lasciando invariato il modulo.

A questo punto Gregucci pensa a ripristinarsi nel modulo di partenza togliendo Bocalon e mettendo Vitofrancesco: questo non porta bene perchè la squadra arretra di 20 metri e si fa mettere in difficoltà dalla pressione del Citta.

Sia chiaro…la partita poteva vincerla o perderla chiunque, ma la rasoiata al 92′ di Minesso ha il sapore dolce dei 3 punti e di aver premiato chi se l’è cercata!

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