L’analisi di Baldin: contro l’Altovicentino un episodio non può falsare un’analisi

L’analisi di Baldin: contro l’Altovicentino un episodio non può falsare un’analisi

Allenatore di calcio e opinionista

Si temeva un episodio e non ci si aspettava sicuramente una partita di bel calcio ieri ma un buon Padova lo abbiamo visto… eccome!

Le difficoltà di una gara con insidie particolari c’erano tutte: l’Altovicentino aveva nell’arco di 4 settimane cambiato 3 allenatori e tutto l’attacco, poi di complemento 3 squalifiche importanti: Di Girolamo, Brandi e Logofatu. Proprio quest’ultimo si rivelerà poi l’arma in più elevando al ruolo di migliore in campo il suo sostituto Di Filippo.

Fatti che presentano l’avversario a carte coperte per una volta tanto e di cui si può solo ipotizzare qualcosa. Mister Zanin infatti presenta un 4-3-3 con davanti a Di Filippo, l’esterno destro Kicaj e sinistro Dalla Riva, coppia centrale Bertozzini e Gritti. In mezzo in regia gioca Dal Dosso supportato come interno destro da Pignat e sinistro da Cortesi. In avanti esclusione a sorpresa per Marrazzo, giocano invece Gambino supportato da Peluso a sinistra e Cozzolino a destra.

Mister Parlato è costretto ad utilizzare in porta Cicioni con Petkovic che si accomoda infortunato in panchina, e si affida ad un 4-3-1-2 schierando Busetto e Degrassi esterni, vista la squalifica di Dionisi e coppia centrale Sentinelli e Niccolini. A centrocampo sceglie Mattin come vertice alto di un ‘rombo’, mette Nichele davanti alla difesa supportato a destra da Segato e a sinistra da Mazzocco. In avanti Cunico con il rientrante Ferretti.

I primi 15 minuti del Padova sono importanti e l’Altovicentino è chiuso nella propria metà campo, poi la squadra di casa si alza un pochino ma pericoli dalle parti di Cicioni non se ne vedono. Il Padova preme, confeziona due situazioni importanti, ma è l’Altovicentino a passare: un ‘liscio’ di Degrassi, probabilmente ingannato nella visuale dal gioco ombra-sole, libera Peluso a destra, che fa partire un diagonale preciso a incrociare che trafigge Cicioni.

Si arrabbia il Padova e qualche scontro porta tensioni esagerate con l’arbitro costretto a dispensare cartellini gialli. Ma la squadra macina gioco fino alla ripresa e riparte con altrettanta verve ad inizio secondo tempo. Fioccano le possibiltà e in alcune di queste è provvidenziale il portiere avversario su Mazzocco, Ferretti, traversa di Sentinelli, Mattin, Cunico, Amirante e ancora Cunico due volte. Si perdono il conto dei corner che penso che alla fine il Padova ne abbia calciati più di 15 (si parla addirittura di 20): vi rendete conto di cosa significhi calciare tutti questi corner in casa della seconda in classifica che ambisce alla vittoria del campionato?

E l’Altovicentino? Un contropiede importante con Peluso che questa volta poteva far meglio e due punizioni di dal Dosso: su una di queste una mischia a pochi metri dalla porta risolta da Cicioni.

Mister Parlato passa ad inizio ripresa al 4-2-3-1 inserendo Petrilli e successivamente al 4-2-4 con Amirante per finire spingendo ancora di più con Ilari.

Mister Zanin cerca di arginare, mettendo ‘fiato nuovo’ in mezzo e cambiando entrambi gli interni di centrocampo con Pozza e Brancato. Alla fine passa alla difesa a 5 togliendo Pelluso e mettendo un centrale Yarboye.

Io sono certo di una cosa: il Padova ieri ha perso una partita ma ha dimostrato che ha un valore e lo ha dimostrato per come ha tenuto il campo fuori casa contro un’altra squadra importante. Ci sta che perdi, ma hai perso per un episodio una sfida e niente di più. Avanti tutta!

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