L’analisi di Baldin: difficile giocare contro chi non vuol giocare

L’analisi di Baldin: difficile giocare contro chi non vuol giocare

Allenatore di calcio, opinionista sportivo, consulente calcistico

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Possiamo dire di tutto e di più sul Padova, ma prima consentitemi di parlare del Latina.

Da tempo non vedevo una squadra che scende in campo solo ed esclusivamente per mettersi a copertura della propria porta e del risultato. Ci saranno state mille motivazioni: primo campionato nella serie B, allenatore nuovo, punti da conseguire, scontro diretto tra ultime, squadra reimpostata, giocatori nuovi, ma il non-gioco del Latina e disarmante.

E’ vero nel calcio contano i risultati e se l’obiettivo degli avversari era un punto…onore al merito, però quando paghi il biglietto forse il pubblico vorrebbe vedere uno spettacolo diverso.

Mister Breda schiera un 5-3-2, e sottolineo 5 dietro, perchè gli esterni del Latina erano sempre con i 3 dietro piuttosto che con i 3 in mezzo con Iacobucci in porta, linea difensiva con Ristovski, Brosco, Cottafava, Esposito e Alhassan. A centrocampo in mezzo Cejas supportato a destra da Crimi e a sinistra da Bruno. In avanti gli ‘isolati’ Jefferson e Barraco: isolati perchè spesso tra loro e il resto della squadra c’erano 25 mt.

Nel primo tempo il Latina ha passato la metà campo due volte: la prima al 27′ con Jefferson che cerca un contatto in area velleitario, la seconda allo scadere con un tiro su punizione altissimo da 30 mt.

Nel secondo tempo ha forse fatto qualcosa in più, magari in coincidenza ad una perdita di freschezza del Padova, e ha tirato due volte in porta, una fuori e una nello specchio, ma ha cominiciato da subito a rallentare il gioco in tutte le occasioni ai limiti di regolamento.

Risultato: con mister Breda tre partite e tre 0-0! Io non ho visto le altre partite del Latina, ma voglio pensare che questo Padova abbia impensierito molto alla vigilia per giustificare questo atteggiamento.

E ora veniamo al Padova.

Mister Marcolin ripropone il 3-5-2 riconferma Colombi in porta, i 3 difensori sono Santacroce, Carini e Perna. I cinque di mezzo, perchè gli esterni del Padova giocano alti, sono la coppia Osuji-Ampuero a sinistra e Cuffa-Jelenic a destra con Iori in regia. In attacco la coppia Pasquato-Feczesin.

Purtroppo la partita, per ciò che vi ho detto prima, per il Padova di oggi, che presenta problemi ‘offensivi’ si è rivelata difficilissima e tutta in salita. Il palleggio basso manovrato portava l’avversario a chiudersi davanti alla propria area e ad erigere un muro a copertura della propria porta. Bisognava cerccarfe di aggirare molto sulle fascie, ma Ampuero e Jelenic erano in zona completamente presidiata. Qualcosa di più ha fatto Laczko nella ripresa appena il Latina ha messo fuori la testa che ha potuto sfruttare un paio di corridoi!

Il Padova, e non avendo un centravanti di ‘sfondamento’, non trovando spiragli ha cercato la conclusione da lontano, ma concludere da 25-30 mt non sempre è una cosa facile.

Niente di nuovo porta il cambio forzato di Feczesin con Ciano ad inizio ripresa, ma probabilmente quest’ultimo fatica ha difficoltà a giocare come primo attaccante.

Qualcosa meglio con l’ingresso del padovano Voltan al posto di Cuffa, e con il Padova che passa in 3-4-1-2 con Pasquato dietro appunto a Voltan e Ciano.

Probabilmente martedì sera serviva la ‘fiammata’…il lampo…cioè quella giocata capace di rompere gli schemi! Ma il Padova non ne è stato capace, se vi fosse riuscito probabilmente avremmo assistito ad un’altra partita!

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