L’analisi di Baldin: disarmante

L’analisi di Baldin: disarmante

Allenatore di calcio, opinionista sportivo, consulente calcistico

Potremmo star qui ore a parlare di tattica del Padova, di tattica del Cittadella, ma di fronte a questo tipo di partita, non si sa bene da dove cominicare e dal qualsiasi punto di vista guardi il futuro, questo ti appare sempre buio.

Dopo tre cambi di modulo e interpreti in tre partite, Mister Serena ripresenta la stessa squadra che aveva vinto 3-0 a Varese con l’eccezione di Vinicius al posto dell’infortunato Di Matteo.

“Squadra che vince non si cambia” recita un vecchio detto, ma nemmeno questo è servito a questo Padova.

Avrei fatto anche io come Serena, avrei percorso la stessa strada… ma chi avrebbe potuto immaginare quello che poi è stato il risultato sul campo!

4-3-3 con Mazzoni in porta, difesa confermata con Ceccarelli, Santacroce, Di Matteo e appunto Vinicius. Centrocampo a tre con Iori in mezzo, a destra da Cuffa e a sinistra da Musacci. Trio d’attacco Improta-Vantaggiato-Melchiorri.

Mister Foscarini risponde con un 4-2-3-1 sorprendente sotto certi aspetti per il peso offensivo: Di Gennaro tra i pali, linea difensiva con Pecorini, Scaglia, Pellizzer e Pugliese. I due centrocampisti sono Rigoni e Paolucci. Ritorno da titolare per il trequartista Lora, mentre Perez (a destra) e la sorpesa Azzi (a sinistra) sono gli esterni che supportano la punta centrale Djuric.

Avevo già espresso nella mia precedente analisi alcune perplessità sulla vittoria a Varese, non tanto perchè il Padova non l’avesse meritata, ma quanto per la prestazione dei varesini che mi era apparsa di gran lunga sottotono.

Ne nasce una partita che comincia con un rigore parato al Cittadella da Mazzoni, per proseguire con un gol (Pellizzer), una traversa (Improta), un gol (Azzi), un rigore (gol di Perez), un palo (Vantaggiato), un gol (Donnarumma), un palo (vantaggiato).

Nel mentre della partita una squadra (il Cittadella) che lotta, corre, gioca, costruisce, ed è pure spietata nelle realizzazioni, l’altra squadfra (il Padova) invece sembra essere senza mordente, senza nerbo, senza corsa, timorosa e con delle sbavature incredibili per la categoria.

Paradossalmente, ad un certo punto mi sembrava di assistere ad un Vantaggiato contro tutti (due legni e qualche conclusione), un po’ di Improta (un’altro palo e un gran tiro parato): solo questo è sembrato essere il Padova al cospetto di un Cittadella che tiene viva la sua speranza!

Onore al merito a Marchetti, Foscarini e alla loro truppa, ma ancora… ma ripeto: avrei solo voluto un altro tipo di derby!

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