L’analisi di Baldin: l’evoluzione del Cittadella

L’analisi di Baldin: l’evoluzione del Cittadella

Allenatore di calcio e opinionista

Sia chiaro…non è successo nulla e non si è fatto nulla!

Ma la ripresa del campionato della squadra della città murata è di quelle che fanno venire qualche brivido.

Il trend positivo succede in modo perentorio a quello che sembrava essere un trend negativo difficile da recuperare.

Ma in questo momento le scelte di Marchetti, in primis Stanco e Kupisz, e quelle di Foscarini, strada decisa in 4-4-2 con interpreti e ruoli ben definiti marcano il buon cammino.

La domanda è: chi l’avrebbe mai detto? La risposta è semplice: nessun ‘colpo di matto’ e credere nel lavoro e negli uomini!

Ciò che non ha fatto Varese, che ha cambiato mister praticamente la mattina della domenica, dandogli 48 ore di tempo per allestire una squadra che doveva giocare una partita difficile. Ci hanno provato, ma non ci sono riusciti.

Mister Dionigi schiera in sostanza un 3-5-2 che vorrebbe essere un 3-4-3, ma nel primo tempo non riesce in nulla e va sotto tre volte.

Mister Foscarini conferma l’eterno Pierobon tra i pali e promuove Camigliano centrale con Scaglia. Gli esterni sono Cappelletti e un tremendo Barreca che quando parte diventa pericoloso, oltre che ad aver impararto a presidiare la sua zona con più giudizio (ne sentiremo parlare di lui in futuro).

In mezzo non ci sposta di molto, a Rigoni si affianca Paolucci e gli esterni rimangono Kupisz e Minesso: la partita di questi due è incredibile perchè quando partono diventano devastanti.

In attacco Stanco (ormai con 5 centri può essere il nuovo bomber) e Coralli.

Si parte e il Cittadella pian piano esce dalla ragnatela e affonda: Stanco-gol, Coralli-gol e un rigore a dir la verità un po’ generoso, portano a chiudere il primo tempo con un bottino che non si può dilapidare nella ripresa.

E infatti, si entra in campo e si amministra fino a chiudere la pratica. Volti contenti e classifica che sorride, se ci guardiamo dietro, ma se guardiamo avanti…non bisogna alzare la testa ma continuare a pedalare forte.

Un peccato i due infortuni di Camigliano e Paolucci: speriamo non sia niente di grave!

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