L’analisi di Baldin: l’Onore e il Rispetto

L’analisi di Baldin: l’Onore e il Rispetto

Allenatore di calcio, opinionista sportivo, consulente calcistico

E’ difficile dare un’interpretazione logica a questa partita del Padova. E’ sceso in campo di tutto: paura, depressione, la voglia di non essere schiacciati, gli episodi, la voglia di rialzare la testa, il coraggio, l’imprevisto, la resistenza.

Di tutto di più! Paradossalmente con il cambio di allenatore una squadra reagisce dal primo minuto, ma il Padova no: evidentemente la situazione era così nascosta che è esplosa in settimana, e la reazione c’è stata si ma non così veemente come avrebbe dovuto essere stata. Anzi è maturata, direi quasi lentamente, nel corso della partita, fino a stravolgere un gara che era iniziata malissimo per trasformarla in una vittoria che potrebbe non contare nulla oppure essere determinanate.

Mutti arriva il lunedì e la squadra parte per il ritiro di Desenzano. A fine settimana tira le somme e sorprende un po’ tutti, non tanto per il 4-4-2 (modulo preventivato fin dal suo arrivo) quanto nelle scelte. Assente dell’ultimo minuto Iori.

Padova con Colombi in porta e linea difensiva con esterno destro Ceccarelli, esterno sinistro Laczko, coppia centrale Benedetti (a sorpresa) e Trevisan. Esterno alto a destra Jelenic e a sinistra Ampuero, mentre in mezzo giocano Cuffa e Musacci scelto all’ultimo. In avanti con la certezza Pasquato gioca la sorpresa Melchiorri.

Direi quindi tre sorprese per reparto: Benedetti, Musacci e Melchiorri.

Mister Sottil schiera il suo Varese in un identito 4-4-2 con Bressan in porta, linea difensiva da destra verso sinistra formata da Fiammozzi, Rea, Ely e l’ex Franco. Coppia centrale di centrocampo Damonte e Corti. Poi gli ottimi avanti di questa squadra: Zecchin a destra, Calil a sinistra, un ottimo attaccante per la categoria Neto Pereira e la sorpresa di questo inizio di campionato: bomber Pavoletti già a quota 5 gol e da ieri a quota 7!

Parte male il Padova e il Varese preme: 3 corner, 3 punizioni in zona pericolosa e una traversa. Il Padova sembra pagare il cambio di modulo e non trova né possesso palla né geometrie, annaspa ma con le unghie si aggrappa al terreno di gioco per riconquistare metri e trova un paio di giocate, ma segna il Varese di testa su corner. Passano 5 minuti e Cuffa mette una palla dentro sulla quale Melchiorri è bravo di testa ad anticipare tutti e beffare il portiere. Ma ancora una volta Pavoletti di testa su una punizione di Zecchin mette alle spalle di Colombi. Sembra che questo possa essere il definitivo KO e che il pareggio del Padova sia stato solo un episodio. Tanto è vero che ad inizio ripresa Colombi compie un capolavoro su l’ennesimo colpo di testa di Calil: da tempo chiedevo a questo portiere (spesso incolpevole sui gol subiti) una parata salva risultato e finalmente c’è stata!

Poi su una palla ‘dritta per dritta’ Melchiorri di testa infila in un corridoio Pasquato che scatta come un fulmine e trafigge Bressan.

Molti hanno definito la parata di Colombi l’episodio chiave: si sicuramente importante, ma se non ci fosse stato questo gol…a mio avviso la vera chiave di svolta per la vittoria.

Il Padova prende coraggio e crea tre situazioni tra le quali un palo e il rigore decisivo che, un sorprendente Ciano, realizza con grande responsabilità.

Dopo l’impensabile… la resistenza finale e questi meritati tre punti!

Mi ha sorpreso un po’ l’atteggiamento dei due allenatori che non hanno cambiato tattica in corso di partita nonostante tanti episodi avessero potuto dettarlo. Mi aspettavo un cambio modulo del Padova nel secondo tempo col 2-1 e Mutti inserisce Ciano ma rimane fondalmentalmente in 4-4-2 anche se sembra dare l’llusione di un 4-2-3-1. Mi aspettavo anche un Varese a 3 punte fisse sul 3-2 invece anche Sottil da l’impressione di cambiare modulo con un paio di cambi ma fondalmentalmente rimane in 4-4-2.

Non si può oggi cogliere nulla di quale possa essere l’esatta entità di questo vittoria, Mutti dovrà in settimana battere fisso sui concetti dell’importanza dell’autostima e del lavoro e alla fine se sarà bravo sarà ripagato.

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