L’analisi di Baldin: la ricerca spasmodica della vittoria che porta alla sconfitta

L’analisi di Baldin: la ricerca spasmodica della vittoria che porta alla sconfitta

Allenatore di calcio, opinionista sportivo, consulente calcistico

Non se ne viene fuori, anzi peggio di così non poteva andare: ti spremi fino all’osso per cercare di portare a casa lavittoria e per un errore all’ultimo minuto vieni regolarmente punito addirittura con una sconfitta.

Cercavo di guardare nel passato di questo campionato e difficilmente ricordo che il Padova abbia avuto una fortuna di questo tipo: vincere al 90′ una partita giocata sulla difensiva su calcio di rigore o su una qualsiasi altra ‘maledetta’ occasione. Io non voglio disquisire su colpe di chi o cosa per il cammino di questa squadra, ma sicuramente nell’arco di questo campionato al Padova la ‘dea bendata’ non ha sicuramente sorriso.

Mister Serena schiara ormai il consueto 4-4-2 con esterni alti di spinta come Pasquato e Improta a far coppia d’attacco con Vantaggiato e Melchiorri. Coppia centrale in mezzo al campo sono Osuji e Iori. Dietro la linea difensiva è formata dalla riconfermata coppia centrale Benedetti e Carini con a destra Almici e a sinistra Vinicius.

Mister Bisoli sa che il Padova è all’ultima spiaggia e spingerà sull’acceleratore, quindi schiera un Cesena molto coperto che parte praticamente con un 3-5-1-1. In porta Coser, i tre dietro sono Cappelli centrale con in marcatura a destra Volta e a sinistra Camporese. I due esterni li fanno a destra Consolini e a sinistra l’ex Renzetti (non ricordo a Padova un Renzetti che giocasse da esterno dei 5 una partita così di posizione e accorta sul piano difensivo). De Feudis (altro ex) che gioca play basso davanti alla difesa supportato a sinistra da Garritano e a destra da Gagliardini. In avanti la punta Marilungo accompagnato dallo strano ruolo di Defrel che gioca a destra a metà strada tra il proporsi in avanti e fare il quarto di centrocampo per limitare le avanzate di Vinicius. Talvolta si alza Garritano di là a sinistra e danno l’impressione di attaccare a tre, ma non è così!

Sostanzialmete il Cesena fa partita solo in due frangenti: tra il 27′ e il 33′ del primo tempo e all’inizio del secondo tempo, quando riesce a portare 7-8 giocatori nella metà campo del Padova. Per il resto gran densità in zona difesa, chiusura di tutti gli spazi e tempestivi sull’uomo.

Il Padova sente la pressione e gioca con cuore, ma forse poca testa e man mano che passano i minuti diventa un provarci usando molto istinto e meno ragionamento.

Dicevo a me stesso a 20 minuti dalla fine: la partita sta ‘sclerando’ o trovi il gol per l’episodio o rischi la svista.

Serena le prova tutte e comincia all’intervallo lasciando giù Pasquato (cambio un po’ a sorpresa perchè sembra fatto al cospetto di qualcosa che ti aspettavi dal giocatore e che non è avvenuto), Poi al 64′ mette Rocchi al posto di un nervoso Vantaggiato che col passare dei minuti comincia a sbagliare tanto.

Bisoli dice di aver cambiato tre moduli durante la partita: avrà anche cambiato ma l’atteggiamento della sua squadra nel corso dei 90′ non si è mai modificato, per me è solo stato costretto a fare un cambio Consolini-D’alessandro nel quale toglie un difensore per mette un attaccante che però non va a fare mai punta, ma che data la sua velocità sarà decisivo nell’azione del rigore.

All’86 entra Feczesin per Almici e questo cambio nelle speranze del mister voleva dire: proviamo a trovare una zampata ‘vincente’. Invece l’uscita di Almici ci costa la sconfitta perchè al 90′ infatti il Padova calcia un corner a favore ma il terzo uomo che deve far la copertura difensiva sull’eventuale ripartenza dell’avversario (prorpio Almici) non c’è (ci doveva essere un’altro?) e D’Alessandro infila in velocità l’incolpevole Osuji che non può certo competere con lui e lo stende. Forse anche qua si può far l’analisi fotogramma per fotogramma e dire che Osuji non doveva tentare la scivolta ma dargli solo pressione, accompagnarlo e portarlo alla chiusura di Nocchi.

Ma lasciamo perdere, era il 90′, a alla televisione son bravi tutti, possiamo solo dire che il calcio è spietato e forseprorpio per questo il più incerto del mondo: tutti possono dire la loro, ma una cosa è sicura, non sempre una partita la vince chi ha meritato! Tanti punti buttati al 90′ e dintorni, chissà se non avessimo avuto il dovere di vincere sempre nelle ultime partite se avremmo avuto a quest’ora qualche punto in più eforse…qualche patema d’animo in meno!

 

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