L’analisi di Baldin: Padova-Brescia ‘povera’ di contenuti

L’analisi di Baldin: Padova-Brescia ‘povera’ di contenuti

Allenatore di calcio, opinionista sportivo, consulente calcistico

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Arriva un Brescia un po’ incerottato ma che deve cercare di non perdere troppi punti da quelle davanti (assenti di tutto rispetto il portiere Cragno, Mitrovic, Corvia, Scaglia, per Caracciolo solo panchina) . Allo stesso modo il Padova deve cercare di continuare a far punti in casa, visto che non ne arrivano in trasferta. Ma i problemi dell’una e gli ‘affanni’ dell’altra fan si che ne venga fuori una partita povera di contenuti.

Mister Mutti con le assenze pesanti di Cuffa e Osuji sceglie di schierare la squadra con il 3-4-1-2 e ridisegna il centrocampo con Iori e Musacci in mezzo, Legati esterno di destra e Laczko esterno di sinistra. In avanti schiera la punta Melchiorri con Pasquato e il debuttante Radrezza che si alternano nel ruolo di seconda punta e trequartista (più quest’ultimo ad agire dietro con Pasquato che ‘svaria’ molto su tutto il fronte d’attacco.

A completare lo scacchiere: in porta Mazzoni, Carini scelto per il ruolo di centrale, Santacroce e Benedetti che vanno in marcatura fissa.

Mister Bergodi schiera un Brescia prudente con un 3-5-2 classico. Arcari in porta, Di Cesare centrale, Paci e Camigliano in marcatura. A Budel la regia centrale, con interno destro Finazzi e sinistro Coletti. Laterale destro Zambelli e sinistro Kukoc. Davanti la punta Juan Antonio con un Sodinha che assume una posizione molto strana: non fa la seconda punta ma nemmeno il centrocampista. Di sicuro al Brescia di oggi una cosa riesce molto bene: ripiegare al di sotto della palla sui nostri che fanno una fatica tremenda a palleggiare in trequarti. La compattezza della zona centrocampo-attacco del Brescia nella fase di recupero del pallone, soprattutto nel primo tempo è la cosa che più mi ha impressionato ieri.

La partita scorre ‘noiosa’ per tutta il primo tempo, salvo 6 corner in favore del Brescia e un paio di situazioni pericolose. Per il Padova una grossa occasione (la prima della partita) al 37′ con Arcari che respinge una staffilata di Musacci.

Nel secondo tempo riequilibrio delle occasioni con due colpi di testa di Melchiorri e Carini che potevano gonfiare la rete e un capolavoro di Mazzoni che in uscita ‘disperata’ su Kukoc mette in angolo.

Un episodio per la verità, anima la partita: l’espulsione di Legati che già amminito il primo tempo (forse ingenerosamente) commette un’ingenuità facendosi ammonire nuovamente per un fallo inutile.

Allora Mutti schiera subito un 4-4-1 con Santacroce, Benedetti, Carini e Laczko in difesa, Celjak, Musacci, Iori e Pasquato a centrocampo e Feczesin davanti.

Bergodi risponde con un 3-4-3 togliendo il centrale Budel e inserendo Grossi davanti, ma non c’è concretezza e tutto finisce così.

Non disdegnamo questo punto dice Mister Mutti alla fine, magari ora ne arriveranno in trasferta, aggiungerei io!

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