L’analisi di Baldin: Padova con fatica, ma persistere paga

L’analisi di Baldin: Padova con fatica, ma persistere paga

Allenatore di calcio e opinionista sportivo

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Mister Parlato conferma il 4-2-3-1 e praticamente tutti gli interpreti che son nella sua testa in questo momento.

Petkovic in porta (cresce il giovanotto con due parte importanti ad inizio secondo tempo), difesa a quattro schierata con Dionisi a destra e De grassi a sinistra, in mezzo la coppia Sentinelli e Niccolini.

I due interni sono Mazzocco e Segato. In attacco bomber Ferretti con alle sue spalle Cunico. A destra scorazza Ilari e a sinistra Bruzzi.

Mister Zoller schiera un 4-3-3 con Poli in porta, Pozza esterno basso destro e Concli opposto a sinistra, in mezzo Crestani e l’ottimo ’96 Manfrini. Davanti alla difesa agisce Sceffer, interno di destra Cristellotti e di sinistra Tisi. In avanti la punta centrale Deimichei con a sinistra Dossi e a destra Eisenstecken.

Un quarto d’ora di studio con palla che staziona a centrocampo. Poi il Padova che pensa a spingere sull’acceleratore, ma partita addomesticata dal Mori che tiene sempre 7-8 giocatori nella sua metà campo e marcature rigide sui due esterni (Pozza su Bruzzi e Concli su Ilari) talmente rigide che nelle due occasioni in cui Parlato inverte gli esterni anche loro si invertono. Mister Zoller mette anche a centrocampo marcature ferree con Sceffer in pressione costante su Cunico, Tisi su Mazzocco e Cristellotti su Segato. Ben per i Biancoscudati che nel secondo cambio di posizione per gli esterni patavini, c’è un attimo di sbandamento che permette ad Ilari di aprire la difesa e servire Ferretti per un comodo appoggio in rete.

Nella ripresa in campo subito Busetto per Bruzzi, ma nei 10′ iniziali del secondo tempo, due occasioni del Mori e al 57′ un rigore fortuito ma che c’è tutto.

Il Padova deve reagire, il Mori cerca di erigere un fortino, Parlato toglie Dionisi e mette Petrilli alto a sinistra abbassando Busetto al posto di Dionisi, poi inserisce potenza con Nichele dietro la linea offensiva togliendo Ilari, facendo scalare Cunico al suo posto.

Ci sono le occasioni ma il risultato non si schioda fino a che Cunico non trova la traiettoria su piazzato…con una deviazione un po’ fortunosa. Ma la fortuna fa parte del gioco e se il Padova ha vinto non ha rubato nulla!

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