L’analisi di Baldin: Padova, peccato per quei minuti finali

L’analisi di Baldin: Padova, peccato per quei minuti finali

Allenatore di calcio e opinionista

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Non si finisce mai di stupirsi nel calcio: giochi un primo tempo nella norma, attacchi per tutto il secondo tempo costringendo gli avversari nella loro metà campo, riesci a scardinare il bunker, poi commetti un paio di leggerezze, gli avversari ti pareggiano su rigore e finisci pure in dieci per espulsione. Incredibile!

L’umore generale si riassume così: doveva succedere prima o poi…è successo, guardiamo oltre!

Son perfettamente d’accordo, ma facciamo tesoro di quanto successo domenica all’Euganeno contro una Triestina che, come dice il suo allenatore Ferrazzoli molto onestamente, porta a casa più di quanto meritato, ma nella situazione in cui si trova la squadra, potevano fare solo questo.

La Triestina è arroccata tutta sotto la linea della palla in un 5-3-1-1 con Di Piero in porta, Giannetti, Piscopo e Antonelli trio centrale, Crosato a chiudere la corsia di destra e Celli quella di sinistra. In mezzo davanti alla difesa Proia con a destra Loperfido e a sinistra Gasparotto. In avanti l’unica punta Bez con alle sue spalle a fargli compagnia Aquilani.

Mister Parlato schiera un undici iniziale in 4-3-3 con Petkovic in porta, difesa a quattro con Busetto a destra, e Degrassi a sinistra, in mezzo Thomassen (non ce la fa Sentinelli) e Niccolini. Centarle di centrocampo confermato Nichele con Mazzocco alla sua sinistra e Segato alla sua destra. Davanti Cunico parte a sinistra, Ilari a destra e Tiboni punta centrale.

Il mister cerca di trovare la soluzione per scardinare l’avversario e inizia una partita molto tattica.

Passa abbastanza presto in 4-3-1-2 con Cunico dientro le punte e alzando Mazzocco a sinistra.

Poi inverte Ilari e Mazzocco per provare a sorprendere. Mette Dionisi per Segato e alza Busetto.

Il Padova spinge forte e mette alle corde l’avversario. Poi quella che sembra poter essere la mossa vincente: fuori Ilari e dentro Aperi che sblocca il risultato.

Non c’è tempo per riordinarsi…due leggerezze, un fallo da rigore, un altro giallo, un espulsione e il pareggio.

Peccato, ma guardiamo avanti, imparando dagli errori!

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