L’analisi di Baldin: Padova potevi far meglio, ma la Clodiense è stata brava

L’analisi di Baldin: Padova potevi far meglio, ma la Clodiense è stata brava

Allenatore di calcio e opinionista

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Il cammino all’interno di una stessa partita non è mai disegnato con certezza.

La Clodiense gioca bene per mezz’ora come forse non lo aveva fatto nessuno qua all’Euganeo, cercando sempre di proporre gioco, di mettere costante pressione sul portatore di palla patavino e di tener alto il baricentro.

Il Padova cerca di ritrovarsi e di passare a controllare pallone e partita… vi riesce e passa in vantaggio.

Nel secondo tempo controlla e cerca ulteriomente di tenere in mano il gioco, potrebbe raddoppiare, e poi, come sempre succede a questi livelli, commetti qualche ingenuità e ti ritrovi sulle spalle un eurogol che ti condanna ad un pareggio.

Mister Parlato schiera un undici iniziale in 4-2-3-1 con Petkovic in porta, difesa a quattro con Dionisi a destra, Sentinelli e Niccolini centrali, Degrassi a sinistra. I due interni sono Nichele e Mazzocco. Esterni alti Ilari a destra e Busetto a sinistra con davanti la punta Ferretti e alle sue spalle il trequarti Cunico.

Mister Pagan disegna il suo Chioggia in 4-3-1-2 con Okroglic in porta, linea dei quattro con Pitteri, Moretto, Boscolo Berto e Tiozzo. Mazzetto interno destro e Piaggio sinistro, davanti alla difesa Casagrande, in trequarti Pelizzer dietro le due punte Santi e Mastroianni.

Prova a reuperare terreno il Padova dopo l’incerta partenza, il mister prova a sorprendere l’avversario invertendo le ali ma, sul più bello, un fastidio muscolare blocca Ferretti costretto a lasciare il campo al 33′ a Pittarello.

Forse, col senno di poi, questa perdita condizionerà un po’ il rendimento della squadra, non tanto perchè Pittarello non abbia messo voglia e grinta, ma quanto per l’importanza di aver davanti un bomber temuto dagli avversari.

Comunque Nichele trova il vantaggio: un bel gol con una rasoiata d’incontro su una palla che usciva bassa dall’area e per il Padova la partita sembra cambiare.

Nel secondo tempo mister Parlato toglie un ‘non lucido’ Busetto e mette Segato ridisegnando il centrocampo a ‘rombo’ con vertice alto Cunico, Nichele a destra, Mazzocco a sinistra e appunto Segato basso. Davanti le due punte Ilari e Pittarello.

La squadra patavina tiene in mano il gioco, ma si capisce che la Clodiense non rinuncia mai a cercare di costruire qualcosa di importante e quando le cose stanno così la tua colpa sta nel non raddoppiare per mettere il risultato su binari più sicuri.

Infatti ci scappa l’errore e il n.7 della Clodiense dopo un controllo spara un tiro di rara precisione e potenza che castiga l’incolpevole Petkovic.

Mancano una trentina di minuti, mister Parlato prova a dar vivacità con Aperi al posto di Cunico e ad alzare Nichele e Mazzocco nel loro raggio d’azione, ma niente da fare!

Portiamo a casa un punto, ma complimenti a questo Chioggia, squadra giovane che non ha mai rinunciato a giocare: pensate un solo giocatore del ’88, un ’90 e poi tutti dal ’91 in su.

Il Padova deve guardare avanti: incombe la Sacilese e saremo senza Cunico e quasi sicuramente senza Ferretti.

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