L’analisi di Baldin: Padova tieniti stretti questi tre punti, ma “occhio” alle intemperanze

L’analisi di Baldin: Padova tieniti stretti questi tre punti, ma “occhio” alle intemperanze

Allenatore di calcio e opinionista

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Bisogna ritornare al successo dopo la sconfitta immeritata di Sacile, ma bisogna anche ritornare al successo tra le mura amiche dopo i due pareggi con Triestina e Clodiense.

Arrivano i tre punti e son oro colato visto che arrivano nel giorno della prima sconfitta dell’Altovicentino: nuovo primato condiviso, punto a capo e… avanti la prossima!

Mister Parlato deve far conto di assenze importanti come quelle di Sentinelli e Niccolini (fin qua la coppia centrale titolare) e schiera un undici iniziale in 4-2-3-1 con Petkovic in porta, difesa a quattro con Busetto a destra e Degrassi a sinistra. I due centrali scelti sono Thomassen e Nichele che mostra ancora una volta la sua duttilità nell’adattarsi alle esigenze del mister.

I due interni sono Segato e Mazzocco con vertice alto il capitano Cunico. Esterni offensivi sono Ilari a destra e Petrilli a sinistra con davanti bomber Ferretti terminale offensivo.

Mister Rossi sembra partire molto coperto schierando il suio Legnago in un 3-5-1-1 con Fazzino in porta, i tre centrali sono Falchetto, Friggi e Tobanelli, cursore di destra Farinazzo e di sinistra Talin. In regia bassa Ruffini, interno destro Viviani e sinistro Longato. Rivi punta centrale che svaria a destra, con Valente (bravo questo n.10) che lo supporta inserendosi continuamente a sinistra e a sua volta scalando dietro in collaboarazione con Talin per rafforzare centrocampo a 4 e difesa a 4.

Si parte e il Legnago sembra aver scelto un buon atteggiamento: il Padova non riesce a tessere gioco e l’avversario si affaccia pericolosamente dalle parti di Petkovic.

Ferretti non ce la fa: il suo rientro forse è stato un po’ troppo spinto e deve abbandonare il campo dopo appena un quarto d’ora per l’ingresso di Pittarello.

Ma il Padova non sembra patire l’abbandono del ‘rulo’, anzi comincia pian piano a crescere: Petrilli macina la sinistra, Cunico accompagna la squadra ben sorretto da Segato in primis e Mazzocco, Ilari ha voglia di riemergere.

Palo di Segato su punizione e arriva il vantaggio su rigore.

Nel secondo tempo il Legnago si mette a ‘specchio’ con l’ingresso di Fonjock: 4-2-3-1, ma il Padova raddoppia ancora con Cunico. Sembra finalmente incanalata la partita, ma l’avversario in una bella combinazione sulla nostra destra trova il gol che accorcia le distanze.

La squadra patavina potrebbe ristabilire le distanze ma un altro palo ferma Busetto.

Quando meno te lo aspetti e dovresti essere bravo a gestire la partita, cresce il nervosismo soprattutto in alcuni scontri di 1 contro 1: Thomassen e Dionisi ne fanno le spese!

Non bisogna abboccare a queste cose: i ‘rossi’ ci possono stare nella dinamica di quelle situazioni e possiamo recriminare solo contro noi stessi, ma se vogliamo essere forti dobbiamo esserlo anche nella testa!

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