L’analisi di Baldin: quando le partite son giocate su due fronti

L’analisi di Baldin: quando le partite son giocate su due fronti

Allenatore di calcio, opinionista sportivo, consulente calcistico

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Padova sta giocando due partite in questi ultimi tempi: una è quella che i giocatori giocano al sabato pomeriggio contro l’avversario di turno, l’altra è quella che si gioca tra società, pubblico, ultras, amministrazioni comunali, forze dell’ordine e stampa.

Queste due partite finiscono per incontrarsi e disputarsi allo stadio il sabato e sicuramente il tutto finisce per genare un ambiente insostenibile.

Capisco cosa significa e voglio dirlo: è difficile!

Sabato il pubblico fino al 53′ ha fatto bene o male la sua parte pur rimanendo in un attaggiamento ‘rigido-semifreddo’, poi in 6 minuti il rigore del possibile 2-1 parato da Colombi e il gol di Pasciuti hanno spostato la partita dal campo agli spalti.

La contestazione è diventata dura fino all’abbandono dello stadio da parte di tutti.

Ho chiesto a mister Vecchi quanto può aver agevolato il Carpi affrontare un avversario che si trova nella situazione ambientale del Padova e lui molto sinceramente ha ammesso che qualche vantaggio lo ha ricevuto di sicuro, perchè lo ha passato e sa che queste situazioni si ripercuotono sulle prestazioni.

Mister Mutti insiste sul 4-3-3 con tre novità di mercato: una vera e due ‘finte’: Di Matteo esterno sinistro basso arrivato dal Vicenza, Cuffa e Santacroce in campo: perchè novità? Questi ultimi sembrava dovessero partire e invece sono regolarmente in campo.

Mazzoni in porta, linea difensiva con Santacroce esterno basso a destra, Benedetti e Carini confermati centrali, e appunto di Matteo a sinistra. I tre di centrocampo sono Musacci in regia bassa, Moretti interno destro e Cuffa interno sinistro. Davanti riconfermati la punta centrale Rocchi con a destra Improta e a sinistra da Pasquato.

Mister Vecchi schiera un Carpi in 4-4-2 con l’ex Colombi in porta, linea difensiva con a destra Letizia e a sinistra Gagliolo, i centrali sono Pesoli e Romagnoli. A centrocampo in mezzo ci sono Porcari e Lollo, esterno alto sinistro Pasciuti e destro Concas. In avanti una coppia di tutto rispetto: l’ex ‘contestatissimo’ Ardemagni e Sgrigna.

La partita inizia direi in modo tranquillo con un avvio lento e molto controllato, il Padova nei primi 20-25 minuti tenta di far qualcosa in più dell’avversario. Ma in questo frangente ci sono troppe spezzettature e perdite di tempo che ai miei occhi son troppo fastidiose per un inizio gara, forse un po’ più sopportabili alla fine: si discute troppo sulla posizione della palla dopo una punizione fischiata, e si va sempre con calma prima di ripartire dopo un uscita della stessa.

Poi il Carpi migliora la sua costruzione di manovra e fa capire che può arrivare meglio in area patavina. Sul finire di primo tempo due episodi, molto dubbi e generosi puniti dall’arbitro con due rigori, riscaldano la partita. Prima chiudiamo male con la linea difensiva un errore a centrocampo e costringiamo Di Matteo al rigore e all’ammonizione, poi una nostra foga d’ingresso in area ci regala il pareggio su rigore.

Intervallo e Mutti cambia: fuori Moretti, dentro Melchiorri e Padova in 4-2-4! Non comprendo molto bene i motivi di questa scelta e potrei tentare di spiegarli così: Moretti non stava facendo bene e con Melchiorri davanti si voleva dare vivacità, ma mi resta un forte dubbio perchè quattro davanti e due in mezzo? in una partita in pareggio, tutto un tempo da giocare e con un avversario come il Carpi? mi è sembrato presto per una mossa del genere.

Che poi tra l’altro dopo un minuto ci danno anche un rigore: ma non ditemi che questo è arrivato per il cambio tattico!

Sbagliato il rigore tutto cambia: Carpi che passa in vantaggio, fuori un evanescente Improta, dentro Vantaggiato, espulso Di Matteo (ingenuità grossa la sua), il Carpi triplica, fuori Rocchi e dentro Osuji (per riequilibrare un Padova in dieci), quaterna di Ardemagni.

Ho voluto elencarle così per far capire cosa è successo in 35 minuti tra la contestazione ‘dura’ del pubblico che a 10 minuti dalla fine ha abbandonato i vari settori. Anche l’arbitro ha fischiato all’89’…vi lascio pensare.

Una cosa bisogna tener ben presente: il calcio non si ferma, il campionato non ci aspetta e tutti devono metterci qualcosa!

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